Quattro chilometri di recinzione per blindare gli espianti. Varchi per l'accesso controllato

In vigore dalla mezzanotte una ordinanza del prefetto di Lecce per consentire la costruzione di un perimetro, a Melendugno, attorno ai fondi interessati dalle operazioni preliminari al tracciato del gasdotto Tap

La costruzione della recinzione.

LECCE – Con una ordinanza del prefetto di Lecce, Claudio Palomba, è stato disposto l’accesso controllato alla zona, nei pressi di Melendugno, dove è previsto a breve l’espianto di 448 ulivi. Come la precedente, è inquadrata in un contesto di urgenza e indifferibilità dei lavori che devono concludersi entro il 30 di aprile per rispettare il ciclo biologico delle piante.

Il provvedimento, valido da oggi fino alla mezzanotte del 25 aprile, serve a consentire la realizzazione di una fascia di protezione lunga oltre quattro chilometri lineari costituita da blocchi di cemento, reti metalliche e filo spinato. Si tratta almeno in parte degli stessi componenti utilizzati per la “zona rossa” predisposta dal 13 novembre attorno all’area di cantiere di San Basilio (lunga circa la metà di quella ora in allestimento) e poi dismessa allo scadere dall’ordinanza, un mese dopo.

Questa volta il perimetro comprenderà solo fondi che Tap ha acquisito nella sua disponibilità con accordi bonari e non terreni di privati cittadini, circostanza che provocò a novembre diffuse proteste per l'impossibilità di disporre, da un giorno all'altro e senza preavviso, dei propri beni. È stato preparato anche un elenco nominativo delle persone alle quali sarà consentito il passaggio verso i rispettivi fondi “compatibilmente con lo svolgimento delle operazioni”. Al questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, è stato delegato il compito di regolamentare tempi e modi e di autorizzare deroghe e rimodulazioni dell'ordinanza. I punti di ingresso sono otto, quattro dei quali lungo la SP 145 per San Foca e gli altri sulla via comunale San Niceta.

Alla base del provvedimento, che garantisce comunque il libero transito lungo la Provinciale e la litoranea, le stesse ragioni che motivarono quello di novembre: la sicurezza degli operai, la volontà di tenere a distanza i manifestanti e di evitare azioni di sabotaggio. Esplicito il riferimento a quanto accaduto la notte dell'11 aprile quando è stato tratto in arresto un attivista No Tap

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