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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Ordine professioni sanitarie a Emiliano: “Creare nuovo laboratorio Covid-19”

Il gruppo, composto da tecnici sanitari di laboratorio biomedico, si rivolge anche a Lopalco e a Rollo per proporre una struttura "ad alta sicurezza" che affianchi quelle già operative

LECCE – Uniformare i dati dei contagi, in entrata e in uscita, in un nuovo, ulteriore laboratorio a livello provinciale, da collocare al Dea, per affiancare quelli già esistenti. Per garantire sicurezza, ma anche maggiore efficienza. Davanti all’incedere di casi di positività al nuovo Coronavirus, a invocare maggiore sicurezza e proporne le soluzioni, ora anche l’Ordine delle professioni sanitare della Provincia di Lecce. Costituito da circa un anno, coordinato da Piero Giorgio Pede e dalla presidente dell’albo Tslb (Tecnici sanitari laboratorio biomedico) Angela Pati, il gruppo ha scritto al governatore Michele Emiliano per proporre una “sorveglianza attiva Covid-19”.

La missiva è stata anche indirizzata al responsabile del Coordinamento regionale emergenze epidemiologiche, Pierluigi Lopalco e al direttore generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo. L’Ordine provinciale delle professione sanitarie rappresenta tutti quei professionisti impiegati in Radiologia, tecnici di laboratorio e molti altri profili affini. Tutte figure sanitarie coinvolte dunque in prima linea nella lotta alla pandemia in corso.

“Sulla base dei dati giornalmente forniti dal Dipartimento di promozione della salute, emerge la necessità di un monitoraggio più capillare del personale sanitario, delle comunità ad alto rischio quali Rsa e carceri e del territorio, attraverso la mappatura dei casi asintomatici e sintomatici con sintomi lievi tramite analisi molecolare dell’Rna virale nel tampone rino-faringeo”. La strada proposta è quella finalizzata, secondo i portavoce dell’Ordine, a circoscrivere il contagio con l’attivazione dell’Unità operativa complessa di laboratorio Covid, quindi dotato di un adeguato “livello di biosicurezza”, eccezionalmente per tutta la fase di emergenza. Uno speciale laboratorio da collocare fisicamente -come indicano i referenti dell’ordine delle professioni sanitarie- presso il Dea di Lecce.

“L’attivazione del laboratorio consentirebbe la centralizzazione di risorse strumentali e professionali in tale unica struttura, in modo da ottimizzare procedure, percorsi di accettazione e refertazione in tempi rapidi senza gravare ulteriormente sul Laboratorio di patologia clinica dell'ospedale Fazzi  e di recente anche sul laboratorio di Galatina, già investiti di un carico di lavoro improvviso, rilevante e di alta responsabilità dato dall’ esecuzione dei test molecolari urgenti”, scrivono i sanitari. “Con un sistema sanitario oggettivamente più fragile rispetto a quello delle regioni del Nord, effettuare una sorveglianza più estesa consentirebbe di isolare le persone contagiate da Coronavirus e asintomatiche, così da diminuire progressivamente i ricoveri, unico modo per evitare il collasso”, concludono.

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