Ospedali sotto stress, definito il nuovo piano per tremila posti letto Covid

La riprogrammazione fatta in previsione delle stime di ricoveri per fine novembre coinvolge 28 strutture pubbliche, di cui tre nel Salento, e sei private. Intanto al "Vito Fazzi" mezzi di soccorso in coda

Una foto di questa mattina, al pronto soccorso del "Vito Fazzi"

LECCE - Per il direttore del dipartimento di Promozione della Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, il piano della rete ospedaliera Covid appena definito servirà ad incassare il colpo della seconda ondata epidemica, quella in corso, almeno fino al termine del mese. Per il seguito, dipenderà dall'andamento della curva epidemiologica in relazione anche ai provvedimenti restrittivi in corso e allo scenario, ultimo, di un nuovo lockdown.

Allarme cessato dunque? Nient'affatto, perché anche al "Vito Fazzi" di Lecce le ambulanze questa mattina hanno iniziato a formare una coda prima dell'accettazione del paziente (le procedure per un sospetto di Covid sono, come si sa, diverse da quelle ordinarie): erano in preparazione otto posti di terapia sub intensiva al pronto soccorso del Dea con tutto il personale impegnato a far fronte alle richieste. L'ultimo dato disponibile, quello di venerdì mattina, riferiva di 75 degenti (23 in Pneumologia al Dea, 40 in Malattie Infettive, 12 in Anestesia e Rianimazione), di cui 15 portati da altra provincia. Ad oggi, tra dimissioni e nuovi ricoveri, la situazione non dovrebbe comunque essere mutata di molto. 

Quasi tutti gli altri grandi ospedali della regione sono in forte sofferenza (da Foggia a Bari e Taranto) e proprio nelle scorse ore è stato comunicato il piano di ampliamento che interesse 28 strutture pubbliche - tra cui gli ospedali di Lecce, Galatina e San Cesario (per le lungodegenze) - e sei private sulla base di un fabbisogno di 2600 ricoveri contestuali. La rete regionale prevede 3.062 posti letto, di cui 2.338 negli ospedali pubblici (2.014 per acuti e 324 post acuzie) e 724 nei centri accreditati (649 per acuti e 75 per post acuti). Sono classificati come acuti i pazienti in terapia intensiva, malattie infettive, pneumologia e area medica (quest'ultima in parte attrezzata per la terapia semi intensiva). Nello specifico della rianimazione, sono 263 i posti complessivamente a disposizione.

In totale la rete si compone di 3062 posti letto, di cui 2338 nelle strutture pubbliche (2014 per acuti e 324 di post acuzie) e 724 nelle strutture private accreditate (649 per acuti e 75 per post acuti), tutti interamente dedicati al trattamento dei pazienti Covid. I posti letto per “acuti” riguardano i reparti di terapia intensiva, malattie infettive, pneumologia e area medica. In particolare, i posti letto di terapia intensiva Covid sono 263, di cui 219 della rete pubblica e 44 del privato accreditato. Una quota rilevante dei posti letto di area medica sono attrezzati per la terapia semi intensiva.

Video: le dichiarazioni di Lopalco e Montanaro

“Il piano dei posti letto - ha aggiunto Montanaro – viene monitorato costantemente e adeguato alle esigenze assistenziali determinate dall’andamento epidemiologico della pandemia. Sono comunque già in corso le attività per reperire ulteriori posti letto nel caso di aggravamento delle previsioni”.

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