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Padre, madre e figlio: morti per le complicanze del Covid in pochi giorni

Ilia Mocka, 43 anni, con i fratelli gestiva un fast food attiguo al liceo musicale. In città sono circa mille i leccesi con il Covid o obbligati alla quarantena. Il sindaco scrive ai gestori dei supermercati: troppi assembramenti

LECCE - Padre, madre, figlio, rispettivamente di 63, 72 e 43 anni, di origini albanesi ma a Lecce da tanti anni: per loro le complicanze del Covid sono state fatali e sono deceduti in ospedale a distanza di pochi giorni l'uno dagli altri. Eugeni Mocka, il 16 marzo, Themi il 19 ed Ilia, nelle scorse ore. Quest'ultimo gestiva insieme ai fratelli il fast food a ridosso del liceo musicale ed era molto conosciuto in città.

Per il capoluogo salentino e buona parte della provincia è il momento più delicato da inizio della pandemia, come più volte è stato rimarcato nelle ultime due settimane: i casi attuali sono circa 600 e considerando anche le persone in quarantena (in attesa di tampone o comunque contatti di positivi confermati) sono un migliaio i leccesi alle prese, direttamente o indirettamente, con il Covid-19. 

In attesa dell'ordinanza regionale con ulteriori restrizioni per il periodo pasquale, il sindaco di Lecce ha scritto ai titolari delle medie strutture di generi alimentari per esortarli al rispetto delle regole inserite nel decreto della presidenza del Consiglio dei ministri e valide su tutto il territorio nazionale. 

"Nonostante i controlli di polizia siano frequenti - ha commentato il primo cittadino - le segnalazioni di rischio che quotidianamente ricevo sono tante. C'è una conferma empirica che lo dimostra: non si vedono più file all'esterno degli ingressi delle attività, nonostante l'obbligo di non fare entrare un numero di persone superiore a quello massimo consentito. E' evidente che c'è qualcosa che non torna".

Salvemini ha quindi abbozzato una proposta: posizionare all'ingresso delle strutture di vendita un numero di carrelli pari al numero dei clienti ammessi contemporaneamente e consentire gli ingressi solo e soltanto fino al raggiungimento di quella soglia, con la sorveglianza degli accessi da parte di personale interno. 

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