Paesaggio, costa, pianificazione: nel convegno al Tar una sfida che riguarda tutti

Ospiti molto qualificati nel dibattito organizzato dalla sezione leccese del tribunale amministrativo. Tra la linea del rigore e quella del compromesso

Una fase del convegno al Tar Lecce.

LECCE - Con grande e qualificata partecipazione di "addetti ai lavori", è iniziato questa mattina presso il Tar Lecce il convegno nazionale "Coste, paesaggio, concorrenza: quali limiti per la sovranità?". Si tratta di un appuntamento molto atteso, nel momento in cui tengono banco almeno tre temi legati al litorale: la proroga delle concessioni, la possibilità di mantenere le strutture balneari anche d'inverno e i piani comunali delle coste, strumento di pianificazione che le amministrazioni tardano ad adottare pur essendo in vigore dal 2015 la relativa legge regionale.

E se il primo nodo trascende l'ambito locale, riguardando l'intreccio tra normativa europea e quella nazionale, il secondo è stato il più delle volte sciolto dalla giustizia amministrativa locale nel senso del mantenimento, pur nella costante opposizione delle autorità deputate alla tutela del paesaggio (Soprintendenza). I lavori sono stati aperti dal saluto del presidente del Tar Lecce, Antonio Pasca: “Il paesaggio è un crocevia di molteplici interessi, con elevata conflittualità sia tra pubblico e privato, sia tra le varie amministrazioni pubbliche. Esso è anche la sintesi di natura e storia e pertanto l’elemento antropico non può che essere centrale”.

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha rivendicato la visione sottesa al piano delle coste che sta per essere adottato in giunta e che molto malcontento ha suscitato nella categoria degli operatori balneari: "I piani comunali delle coste - ha dichiarato - non possono consistere nella mera elencazione delle concessioni demaniali esistenti, altrimenti si tradisce la funzione di quello strumento di pianificazione. Peraltro la pianificazione comunale non può restare in attesa di chiarimenti normativi sul fronte delle proroghe della durata delle concessioni”. Da una parte dunque un nodo che non può essere sciolto da una amministrazione locale, dall'altra uno strumento urbanistico che invece la legge impone ai comuni di adottare.

Presente per i saluti anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha sottolineato la necessità di ripensare il modello di sviluppo del turismo in Puglia e nel Salento. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva: “Il ruolo della Provincia è quello di fornire ai municipi gli strumenti per fare scelte che risultino il più possibile condivise. Il turismo, in questa terra, ha offerto occasioni di crescita economica e stabilità lavorativa a giovani che un tempo avevano ben poche alternative”. Minerva, che è anche sindaco di Gallipoli, ha difeso le scelte amministrative che negli ultimi due anni hanno portato al contenimento di alcuni fenomeni tipici del turismo di massa che hanno contraddistinto un'epoca recente della città ionica.

Poi sono iniziati gli interventi degli ospiti: “La Puglia è la regione non insulare italiana con l’ambiente costiero più esteso - ha detto Maria Alessandra Sandulli, titolare della cattedra di diritto amministrativo all’Università di Roma Tre -. Anche per questa ragione il tema della pianificazione costiera è estremamente delicato perché il paesaggio ha un’importanza non inferiore a quello che è il patrimonio culturale inteso anche come patrimonio storico, identitario, archeologico e architettonico. Un patrimonio che merita indubbiamente di essere tutelato, ma anche sapientemente utilizzato attraverso scelte di contemperamento dei diversi interessi”.

Giuseppe Severini, presidente di sezione presso il Consiglio di Stato ha commentato. “Esiste ormai uno ius sallentinum, una serie cioè di regole di diritto che traggono origine dalle specificità del vostro territorio, posto al centro di un triangolo di interessi: l’economia, e quindi il turismo, il diritto delle coste e il diritto del paesaggio. Poi la terribile questione xylella: le ragioni dell’olivicoltura devono prevalere sul paesaggio?” ha chiesto il giurista. 

Per Annalisa Calcagno Maniglio, docente di Architettura del Paesaggio nell’Università di Genova, il paesaggio è un bene prezioso e allo stesso tempo dinamico: “Il Consiglio europeo ha voluto dare una risposta politica alle compromissioni del paesaggio avvenute negli anni ’70, non solo al fine di tutelare il paesaggio stesso, ma anche di elevare la qualità della vita e dei servizi alla persona. Così è nata la Convenzione europea del paesaggio che l’Italia ha recepito nel 2006 e che, come cita l’articolo 2, si applica a tutto il territorio: quello urbano, periurbano e agrario; alle acque interne e marine; ai paesaggi della vita quotidiana e persino a quelli degradati”.

“La tutela però - questo il ragionamento della Calcagno - in Italia è stato purtroppo intesa in senso passivo. Invece la tutela si attua facendo, cioè conservando così come modificando. La salvaguardia deve andare dunque di pari passo con la gestione”. Angela Barbanente, docente di Pianificazione urbanistica al Politecnico di Bari e già assessore regionale all'Urbanistica ha esordito ricordando la necessità per la pianificazione di misurarsi con la consapevolezza della distruzione reiterata da parte di coloro che hanno sfruttato il paesaggio per perseguire i propri interessi, facendo riferimento anche alle seconde case seconde case tirate su a partire dal miracolo economico e poi abbandonate al degrado”.

“L’autorizzazione paesaggistica – ha sottolineato Paolo Carpentieri, Consigliere di Stato – nasce proprio dal bisogno di tutela successivo ad anni di deserto normativo nel diritto urbanistico. Abbiamo subito l’onda d’urto di ben tre condoni edilizi in meno di vent’anni, e poi l’impatto di piani casa che avrebbero dovuto essere temporanei, ma che si accingono a divenire definitivi, con ulteriore aumento della densità edilizia del territorio. Il paesaggio ha urgente bisogno di un suo avvocato”. Prima dell’avvio dei lavori, anche i saluti del presidente dell’ordine degli avvocati, Antonio De Mauro, e del presidente della Camera amministrativa, Roberto Marra. Sabato mattina, dalle 10, la seconda sessione dei lavori moderata dal presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi.

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