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Sabato, 18 Maggio 2024
Attualità Centro / Via XXV Luglio

Palazzo dei Celestini: il regolamento non libera l'atrio dalle auto

Il Consiglio Provinciale ha disciplinato l'uso dello spazio interno all'edificio storico che ospita anche la prefettura. In via generale, fissato a 12 il numero massimo di vetture che possono sostare contemporaneamente

LECCE – Una prima risposta formale all’annosa vicenda della sosta delle auto nell’atrio di Palazzo dei Celestini è venuta dalla seduta di questa mattina del Consiglio Provinciale: è stato approvato all’unanimità il regolamento d’uso nel tentativo di contemperare le esigenze funzionali alle attività di prefettura e Provincia e quelle di valorizzazione dell’edificio storico e della fruizione turistica e pedonale dell’atrio.

L'obiettivo appare raggiunto solo in parte: benché adesso codificata, la soluzione appare un compromesso abbastanza al ribasso che, di fatto, cristalizza (con qualche limite) la situazione di fatto. In via generale è stato stabilito che accesso e parcheggio sono riservati a massimo 12 veicoli (suddivisi tra i due enti). Si prevede anche la facoltà di ingresso per i consiglieri provinciali (sono 16) nei giorni in sono convocate l’assise o le commissioni, sempre per il tempo corrispondente alla durata della seduta. Nei giorni restanti l’accesso sarà possibile per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, definizione che di per sé non dice molto.

Nelle occasioni in cui è convocato dal prefetto il Comitato per l’ordine e la sicurezza – in genere una volta a settimana – sarà consentito l’ingresso alle auto dei componenti (forze dell’ordine, per esempio) per il tempo necessario alla partecipazione all’incontro.

Nel regolamento si specifica anche che il parcheggio di motocicli – massimo 8 – e di biciclette (sino a esaurimento delle rastrelliere) è limitato allo spazio deputato che si trova sul lato ovest, dalla parte di via XXV luglio. I veicoli privi di titolo o autorizzazione potranno essere rimossi con l’intervento della polizia provinciale e di ditte specializzate, con costi a carico dei trasgressori.

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