Parco di Belloluogo sotto scacco degli incivili: cani liberi e rifiuti abbandonati

Il presidente del raggruppamento che si occupa della gestione della grande area a verde ricorda le norme di fruizione del bene pubblico dove frequenti sono i comportamenti scorretti e gli atti di vandalismo

LECCE –Deizioni di cani sul prato, muretto a secco sventrati, frequenti atti di vandalismo e danneggiamento dei servizi igienici, sacchetti colmi di rifiuti abbandonati. Davanti all’inciviltà di alcuni leccesi, lamentarsi ossessivamente delle inadempienze, vere o presunte, degli amministratori pubblici e del gestore privato di Parco di Belloluogo, diventa quasi una barzelletta, soprattutto se, d'altra parte, sbocciano sui social polemiche per regole considerate troppo restrittive.

La grande area a verde adiacente al cimitero è gestita da circa un anno e mezzo da un raggruppamento di imprese che garantisce la fruizione pubblica, tutti i giorni, facendosi carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Con il passare del tempo è divenuto un parco che la città – dopo una prima falsa partenza ai tempi dell’inaugurazione (2012) – sta finalmente sentendo come proprio: basti ricordare l’afflusso nel giorno di Pasquetta o il Primo Maggio, ma anche nei giorni feriali sono in tanti ad approfittare di un momento di relax.

Eppure una serie di comportamenti che non hanno nemmeno bisogno di troppi commenti mettono a dura prova la pazienza di chi ha l’onere della gestione ma anche dei tanti frequentatori che invece rispettano le regole del buon senso e quelle specifiche della fruizione del parco. Nonostante ci siano due aree destinate ai cani, una per quelli di grande taglia, non è insolito vedere padroni che liberano il proprio animale dal guinzaglio non appena entrati a Belloluogo, lasciando poi le deiezioni sui prati dove un attimo dopo si ritrovano a passare e giocare i bambini.

Buttazzo non nasconde la sua amarezza: “Subiamo giornalmente atti di vandalismo su beni comuni, con scritte sui servizi igienici, muretti a secco letteralmente smontati e le cui pietre sono fatte cadere nei pozzi. Comportamenti indegni per una comunità che dispone di un bene così prezioso. E ricordo che tutta l’area è videosorvegliata, perciò tutti gli atti irrispettosi restano immortalati e, eventualmente, anche puniti”.

Ogni giorno il personale deve fare i conti con i rifiuti abbandonati in ogni recondito angolo e con un tappetto di mozziconi di sigaretta che invece dovrebbero essere depositati nei tanti cestini disseminati nel parco. Un altro punto dolente e ricorrente è quello delle bottiglie di vetro, la cui introduzione è vietata dal regolamento: “I nostri bar non servono bibite in vetro in nessun caso: siamo noi i primi ad attenerci a questa regola. In diversi, spiacevoli episodi, alcuni bambini si sono tagliati con i cocci delle bottiglie di birra abbandonate sul prato, oppure qualcuno le ha brandite come corpo contundente”.

Buttazzo ribadisce poi che “non si possono introdurre attrezzature e tende da campeggio, sedie, tavolini amache. Alcuni concepiscono un parco pubblico per uso privato, decidendo di prelevare le sedie del bar e portarsele sul prato, oppure usano la struttura per organizzare eventi privati, come compleanni, lauree, occupando un'area per la quale dovrebbe essere chiesta comunque un’autorizzazione”.

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