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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Parco eolico, pale allontanate dalla costa. Ma soffiano ancora i veti del territorio

La Odra Energia presenterà il 29 dicembre prossimo l’istanza di autorizzazione al ministero per la realizzazione del parco offshore al largo di Castro e Otranto con la revisione della distanza minima, non inferiore a 12,8 chilometri, delle turbine. Le perplessità di Pagliaro e Capraro

CASTRO - Mercoledì prossimo, 29 dicembre, la società Odra Energia depositerà l’istanza autorizzativa ministeriale per il proprio progetto di parco eolico marino galleggiante al largo della costa meridionale della provincia di Lecce. La principale novità, rispetto alla prima ipotesi progettuale, è l’allontanamento delle pale dalla costa, che saranno posizionate a una distanza minima di 12,8 chilometri, ora aumentata quindi del 30 per cento rispetto a quanto previsto inizialmente.

Un aspetto che non sembra al momento tacitare le perplessità e il dissenso che ruota intorno alla realizzazione del nuovo parco eolico al largo della costa tra Castro e Otranto. Dal vicesindaco del Comune di Castro e dal consigliere regionale Paolo Pagliaro sono state ribadite le posizioni di contrarierà che un intero territorio, e anche la Provincia di Lecce, muovono per evitare la presenza delle torri eoliche nel mare del Salento nonostante i nuovi “correttivi” progettuali  annunciati.

I proponenti del progetto hanno spiegato che la collocazione più al largo delle pale accoglie la richiesta emersa durante la fase di ascolto e dialogo con il territorio che Odra Energia ha scelto di intraprendere prima di avviare il procedimento autorizzativo. L’allontanamento dalla costa ha richiesto dunque uno sforzo di riprogettazione tecnica e di revisione economica perché impatta sulla realizzazione, sull’esercizio e sulla manutenzione del parco eolico marino galleggiante.

In parallelo al deposito presso il ministero per la Transizione Ecologica dell’istanza autorizzativa del progetto del parco eolico offshore, la società protocollerà anche la revisione della richiesta di concessione demaniale marittima presso il ministero delle Infrastrutture e l’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico meridionale.

Da oggi è anche online l’annunciato sito internet odraenergia.it, dedicato al parco eolico marino galleggiante in questione dove sono disponibili tutte le informazioni sul progetto e dove saranno pubblicati gli aggiornamenti documentali durante il procedimento autorizzativo.

Il sito contiene anche le simulazioni panoramiche animate aggiornate della vista del parco da diversi punti di osservazione (Capo d’Otranto, Castro Marina, Tricase, Santa Maria di Leuca), ai quali verranno aggiunti gradualmente ulteriori punti di osservazione.

La sintesi del progetto

Questi i principali elementi del progetto del parco eolico marino della Odra Energia, in relazione al quale sarà depositata l’istanza di autorizzazione ministeriale:

la produzione annuale di energia pulita stimata in circa 4 terawattora (Twh), pari al consumo di oltre un milione di utenze domestiche, evitando l’emissione in atmosfera di oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno.

L’installazione di 90 turbine eoliche galleggianti, per una capacità massima installata prevista pari a circa 1,3 Gw. Le pale saranno collocate ad una distanza dalla costa che varia da 12,8 a 24 chilometri. L’altezza percepita delle pale più vicine alla costa sarà pari a 1,4 centimetri. Le turbine saranno orientate trasversalmente rispetto alla linea di costa,  per permettere sia di intercettare al meglio i venti sia di ridurne ulteriormente la percezione visiva dalla costa.

Il progetto, assicurano i proponenti, genera benefici diretti e indiretti in termini di manodopera locale (per la realizzazione del parco sono stimati 1.500 posti di lavoro diretti, con punte di 4mila nei periodi di picco), opportunità di business per le imprese locali e collaborazioni con università ed enti di ricerca.

Perplessità di Pagliaro e Capraro

“Spostare di circa tre chilometri le cento pale da 275 metri di altezza del parco eolico marino galleggiante più grande al mondo, progettato al largo delle costa fra Otranto, Santa Cesarea Terme e Castro: è questo il grande sforzo della società proponente, Odra Energia, per vincere le resistenze del territorio salentino contro questo mega insediamento off shore” esordisce il capogruppo regionale de La Puglia Domani e presidente del Movimento Regione Salento, Paolo Pagliaro, “siamo scesi in campo con una grande manifestazione condivisa e partecipata, abbiamo urlato il nostro no a questo ennesimo ecomostro, abbiamo presentato una mozione che impegna la Regione a fare muro insieme al territorio”.

“Non siamo disposti a fare un passo indietro” ammonisce il consigliere regionale, “abbiamo alzato le barricate contro l’ennesimo attacco alla bellezza del Salento, diventato terra di conquista delle multinazionali delle energie rinnovabili. La società dichiara di voler minimizzare l’impatto visivo tipico degli impianti a terra, e vorrebbe sminuire anche il pugno nell’occhio di un esercito di pale galleggianti piazzato sulla linea dell’orizzonte, ad ingombrare un panorama marino fra i più suggestivi al mondo. Cerca anche di indorare la pillola facendo balenare prospettive di sviluppo per il territorio, quando invece l’economia turistica che è il suo settore trainante ne subirebbe un danno inestimabile, uno sfregio permanente”. 

“Odra Energia sottolinea di aver previsto l’allontanamento pale del 30 per cento dalla costa rispetto al progetto iniziale” conclude Pagliaro, “ma parliamo di una distanza minima di soli 12,8 chilometri. La barzelletta delle simulazioni dai punti di osservazione del Capo d’Otranto, di Castro Marina, di Tricase e di Santa Maria di Leuca, che mostrerebbero un’altezza percepita delle pale più vicine alla costa pari a 1,4 centimetri, è un’offesa alla nostra intelligenza che rispediamo al mittente. Noi quelle pale non le vogliamo”.

Ferma la posizione di contrarietà anche del vicesindaco di Castro, Alberto Capraro, che rintuzza le tesi di Odra Energia anche sulla circostanza legata al confronto  con il territorio. “Il territorio non ha avuto un confronto con Odra Energia, se non una riunione in municipio ove sono emerse le stesse posizioni odierne” puntualizza Capraro, “quello che il territorio afferma però è un no netto senza appello all'intero progetto, lesivo dell'identità e dell'economia del territorio. Per territorio si intendono le Amministrazioni direttamente coinvolte, quelle delle Provincia di Lecce, l'assemblea dei sindaci, l'Ente Parco Otranto-Leuca” ed un lunghissimo elenco di cittadini, enti, rappresentanti delle istituzioni”.

“Allontanare qualche pala su 100 di 3,3 chilometri non influisce affatto sulla nostra posizione che faremo valere in tutte le sedi” puntualizza ancora Capraro, “Odra non ha ascoltato il territorio. Mi dispiace che i nostri sforzi non abbiano scongiurato la presentazione imminente del progetto, ma resto fiducioso. Non credo che oggi ci siano istituzioni incapaci di comprendere il danno che genererebbe questo parco eolico. Così come è giusto che ogni istituzione oggi sia direttamente responsabile del suo ruolo in questa vicenda. Non ci sono scuse. Nelle prossime ore presenterò un dossier aperto che ho già preannunciato al ministero per la Transizione ecologica e che si arricchisce giorno dopo giorno”.

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