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Sono lavoratori in cassa integrazione guadagni / Gallipoli

Pendolari ex Ilva, beffa abbonamento: “Pagano per intero, ma viaggiano solo a chiamata”

Il disagio sulla tratta Gallipoli-Taranto segnalato dai consiglieri comunali di Gallipoli Futura che hanno chiesto formalmente a Regione, Stp e Cotrap la modifica delle condizioni di abbonamento da rivedere sugli effettivi giorni di utilizzo

GALLIPOLI - Il gruppo consiliare di Gallipoli Futura scende in campo al fianco dei lavoratori pendolari della tratta Gallipoli-Taranto penalizzati dalle attuali condizioni di abbonamento dei bus extraurbani in relazione alla loro attuale collocazione in “cassa integrazione guadagni”.

Si tratta di oltre una ventina di viaggiatori gallipolini ai quali si aggiungono anche quelli del circondario che risentono della “penalizzazione”, dovendo raggiungere la città di Taranto solo su chiamata e non più tutti i giorni, e quindi sborsando cifre considerevoli per i carnet di abbonamento settimanale e mensile, che il più delle volte non vengono sfruttati nell’arco temporale per il quale sono stati emessi e pagati.

Da qui una richiesta formale inoltrata dal capogruppo consiliare Flavio Fasano e dagli altri consiglieri di Gallipoli Futura, per la modifica delle condizioni di abbonamento. Richiesta posta all’attenzione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del presidente della Società trasporti pubblici di Terra D’Otranto, Antonio Enrico Ponzo e del presidente del Cotrap, Giuseppe Vinella.

"Abbiamo evidenziato la situazione in cui versano tantissimi lavoratori che utilizzano i pullman della Stp per raggiungere, da tutta la provincia di Lecce, lo stabilimento Ilva di Taranto” spiega il consigliere Fasano, “e trattandosi di lavoratori collocati in cassa integrazione guadagni, questi sono soggetti a singole chiamate giornaliere, con cadenza occasionale. Tutto ciò comporta, ovviamente, che nell’arco di una settimana o mese, possono esserci più o meno giornate lavorative per cui molte corse in abbonamento scadono senza essere utilizzate”.

“Tenendo conto che un abbonamento di durata settimanale, valido per 12 corse dal lunedì alla domenica, costa 38,70 euro, mentre il singolo biglietto andata e ritorno costa 19,40 euro, e l’abbonamento mensile, dall’1 al 31 del mese, costa 127 euro per un totale di 52 corse, e questa circostanza poi è strana poiché nell’arco di un mese le corse lavorative utilizzate sono al massimo 42” evidenzia numeri e costi alla mano Fasano, “non sarebbe più giusto mettere in abbonamento il numero di singole corse utilizzabili con scadenza trimestrale, semestrale o annuale che diano cioè ai lavoratori la possibilità di utilizzare per intero le corse effettivamente pagate?”

La richiesta parte dalla valutazione che i lavoratori, già fortemente penalizzati per essere in cassa integrazione guadagni, vengono a veder vanificato il vantaggio dell’abbonamento che il più delle volte scade senza averlo utilizzato.

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