Pattuglia di pescatori di San Foca sconfessa l'accordo delle cooperative con Tap

Sono una quindicina e dichiarano di non essere stati nemmeno informati dell'intesa raggiunta sugli indennizzi per l'inattività forzata durante le prospezioni

Una foto del porticciolo di San Foca.

SAN FOCA (Melendugno) - Un gruppetto di pescatori di San Foca sconfessa l'accordo annunciato nei giorni scorsi tra Tap, due cooperative di pescatori e una ditta individuale. In una quindicina hanno deciso di comunicare pubblicamente il proprio dissenso, dichiarando di non essere stati nemmeno interpellati dei presidenti dei due sodalizi che riuniscono circa 150 lavoratori del mare. In base all'accordo è stata stanziata la somma complessiva di 60mila euro, mentre una sorta di tavolo tecnico tra le parti studierà forme di investimento per lo sviluppo della pesca. 

"Ci sentiamo vittime di un gioco - scrivono i pescatori - in cui non siamo partecipi ma solo pedine da usare, mai come attori principali ma solo come mezzo per far dire a Tap che va tutto bene". Viene offerto un altro punto di vista sulla questione degli indennizzi, partendo dalla premessa che quelli concordati nel 2014 si riferivano ai danni materiali subiti durante le prospezioni in mare di quel periodo e per il periodo di inattività forzata durante lo svolgimento delle stesse: "In questi mesi altre prospezioni sono state effettuate in quelle stesse acque, procurando gli stessi pescatori identici disagi, ma le nostre richieste di risarcimento sono state rigettate adducendo calcoli da loro effettuati: a loro risulterebbe che nei mesi di inattività (e basandosi sui nostri stipendi), non avremmo subito dei danni da poter essere risarciti. Ma di questo, nei comunicati non ne fanno ovviamente cenno".

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La pattuglia di pescatori si chiede poi a quale tipo di investimenti si alluda nel comunicato diffuso da Tap il 13 aprile: "Sono tante le domande che ci facciamo da quando abbiamo appreso la notizia degli accordi. Domande che naturalmente gireremo ai nostri rappresentanti che, senza consultarci, si sono arrogati il diritto di accordarsi con Tap sino a dirsi soddisfatti della collaborazione, mentre noi non abbiamo avuto modo di sapere che ci sarebbe stato quell’incontro. Non siamo a conoscenza di nessuna assemblea in cui si è scelta la linea da seguire o in cui si è parlato di questo incontro. Vogliamo che ci sia chiarezza su una vicenda alquanto scomoda".

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