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Misure di prevenzione

Peste suina africana, le indicazioni delle autorità: vietato lasciare cibo per strada

Non è una malattia pericolosa per l'uomo, ma potenzialmente rovinosa per il settore degli allevamenti. Colpisce la famiglia dei suidi, di cui fanno parte maiali e cinghiali, specie presenti sul nostro territorio

LECCE – La peste suina africana è una malattia, quasi sempre letale, che colpisce la famiglia dei suidi, tra cui maiali e cinghiali. Non è trasmissibile all’uomo, ma la sua diffusione può avere un impatto rovinoso sugli allevamenti: si trasmette per contatto diretto, tra un animale e un altro, e indiretto, per contatto con superfici e tessuti contaminati e ingerendo scarti di cucina (il virus che la diffonde può rimanere vitale fino a 100 giorni e resiste alle alte temperature).

Si tratta di un problema per tutto il territorio nazionale: ad aprile il commissario straordinario di governo ha emanato delle disposizioni per il contenimento di questa malattia e le autorità locali si stanno adeguando.

Il Comune di Lecce ha pubblicato un’ordinanza sindacale che vieta l’abbandono di cibo perché può essere fonte di contagio per cinghiali e maiali selvatici, la cui presenza sul territorio è ampiamente attestata. Questi animali, infatti, soprattutto nelle zone di confine tra città e campagna o attorno a insediamenti rurali possono essere attratti dal cibo lasciato a beneficio di altre specie, come i gatti. Il divieto vale su tutto il territorio comunale.

Da parte di Asl Lecce, intanto, si comunica che i Servizi veterinari del Dipartimento di Prevenzione raccomandano la segnalazione alle forze dell’ordine e alla polizia locale di suini e cinghiali morti o moribondi, ma anche quella di esemplari di queste specie che vagano liberamente.

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