Photored della discordia: la guerra dei ricorsi e l’ira del sindaco

Le ultime due sentenze dei giudici di pace hanno dato ragione agli automobilisti che hanno impugnato le multe beccate all’ingresso del paese. Coppola: “Sentenze sciatte, faremo appello”. E attacca anche gli avvocati

Il photored della discordia

SAN CESARIO DI LECCE – L’ormai famigerato photored, autorizzato alcuni mesi addietro dall’amministrazione comunale di San Cesario, nei pressi dell’impianto semaforico lungo la strada provinciale 362 per Galatina, all’altezza del centro urbano, continua a far parlare di se e a generare, oltre al quantitativo massiccio di contravvenzioni e ricorsi a corredo degli automobilisti, anche un nuovo polverone di polemiche. Il tutto anche a seguito di un’inversione di tendenza da parte dei giudici di pace di Lecce che in questi giorni hanno accolto almeno due ricorsi e annullato i provvedimenti sanzionatori notificati dalla polizia locale e impugnati dagli automobilisti, condannando anche il Comune, in un caso, al pagamento delle spese di lite (compensate invece nel secondo giudizio).

Gli ultimi ricorsi in ordine di tempo accolti dai giudici di pace di Lecce, Franco Giustizieri e Raffaele Carluccio, con le sentenze del 3 e del 9 aprile scorsi, riguardano altrettante opposizioni per una serie di multe inerenti il photored di via Lecce, all’intersezione con via Tondo, avanzate, per conto degli automobilisti, rispettivamente dai legali Andrea Gatto e Cristian Sturdà. Una situazione al limite del paradosso che, soprattutto in merito all’ultimo accoglimento dei giudici, ha mandato su tutte le furie anche il sindaco di San Cesario, Fernando Coppola, che da mesi si batte per rivendicare la legittimità dell’azione di prevenzione stradale avviata sul quel tratto di strada e che, stigmatizzando in maniera anche rude le decisioni dei giudici di pace, ha già annunciato che quelle sentenze saranno prontamente appellate.                   

Il sindaco Coppola: “Corbellerie, subito l’appello” 

“Lo diciamo con tutto il rispetto possibile: siamo stufi dei provvedimenti, infondati e ai limiti dell’assurdo, di alcuni giudici di pace, che provvederemo puntualmente ad appellare e, soprattutto, riteniamo misere e vergognose  le strumentalizzazioni mediatiche fatte da avvocati alla ricerca di visibilità e clientela” il j’accuse, a muso duro, del sindaco di San Cesario, Fernando Coppola, alla notizia dell’annullamento di un verbale dei photored installati sulla Lecce-Galatina. “Contrariamente a quanto afferma qualche giudice di pace, forse preoccupato più di fare la guerra all’amministrazione” incalza il primo cittadino, “le apparecchiature in uso sono tutte tarate e la normativa di riferimento per i photored è diversa da quella applicabile agli autovelox. Basti pensare che nella sentenza in questione si fa riferimento ai Sit, aboliti da lontano 2010. In ogni caso queste sentenze, fantasiose e sciatte, hanno efficacia solo per ciascun caso specifico e saranno impugnate in appello” annuncia il sindaco, “considerato che l'orientamento della Suprema Corte e dei Tribunali, evidentemente misconosciuto a qualche giudice di pace di Lecce, è granitico e favorevole all’operato dei nostri uffici. Quanto agli avvocati che creano la notizia" conclude Coppola, “di una pronuncia resa in un giudizio da essi patrocinato per accaparrarsi clientela, rappresenterò il tema al Consiglio dell’Ordine”.

L’ultimo ricorso accolto: “Sentenza che farà scuola”

Si parla di una sentenza destinata a fare “giurisprudenza” invece in merito all’ultimo ricorso accolto dal giudice di pace di Lecce, Raffaele Carluccio, proprio in merito al nuovo photored installato all’ingresso di San Cesario. E’ quanto rileva l’avvocato Cristian Sturdà, con il supporto del dottor Giulio Serafino, che hanno tutelato le ragioni di un automobilista finito nell’implacabile scatto del mezzo di rilevazione delle infrazioni nei pressi dell’incrocio semaforizzato posto lungo la provinciale Lecce-Galatina. In particolare, l’automobilista in questione, come ricostruisce, il legale, aveva ricevuto tre contravvenzioni, “tutte ritenute illegittime, per essere transitato in via Lecce, intersezione con via Tondo, con luce semaforica verde per proseguire in direzione dritta, quando solo la manovra di svolta a sinistra era proibita dal semaforo rosso”.

Nel ricorso erano stati contestati non solo i verbali in punto di fatto, ma anche e soprattutto si rilevava “l’illegittimo operato da parte del Comune di San Cesario in merito all’omologazione e revisione delle apparecchiature utilizzate per elevare le contravvenzioni poiché tali strumenti, nel caso di specie Parvc, non devono solo essere omologati e sottoposti a verifiche iniziali, ma anche a successivi controlli periodici allo scopo di verificare che le caratteristiche degli strumenti si mantengano nel tempo”. Tali verifiche, come riportato anche tra le motivazioni delle sentenza, “devono essere effettuate da istituti di taratura e metrologici nazionali riconosciuti, quali centro Sit o equivalenti in ambito europeo”.  Nel caso del photored di San Cesario di Lecce, invece, dai verbali elevati è risultato che ad eseguire la rettifica o la taratura dell’apparecchiatura è stata la stessa ditta produttrice, “la quale non può avere nessuna garanzia di terzietà e imparzialità nel controllo”. Aderendo alla tesi difensiva, il giudice di pace di Lecce in questo caso specifico ha affermato che: “alcuna attendibilità può riconoscersi all’accertamento effettuato, non essendo stata l’apparecchiatura utilizzata in maniera conforme ai precetti ex lege indicati e non essendo quindi possibile accertare in modo preciso e rigoroso l’infrazione oggetto di contestazione”. 

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