Piaga degli ulivi, la battaglia degli agricoltori va avanti a oltranza

Domani mattina altre manifestazioni davanti alla sede leccese della Regione Puglia e, a seguire, della Provincia. Cezzi (Confragricoltura): "Non ci fermeremo sino a quando le rivendicazioni del mondo agricolo saranno accolte"

LECCE – La doppia manifestazione di ieri a Lecce, con i trattori in corteo, è stata solo un primo assaggio. Gli agricoltori non hanno intenzione di demordere. La protesta, legata alla gestione dell’emergenza Xylella, che sta piagando il Salento, va avanti con altre iniziative.

Domani mattina, alle 8, davanti alla sede distaccata della Regione Puglia, in viale Aldo Moro, a Lecce, manifesteranno i rappresentanti di Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Legacoop, assieme ad altre organizzazioni anche non agricole e alle comunità territoriali. Gli stessi organizzatori spiegano che non saranno sventolate le bandiere delle associazioni promotrici della manifestazione. Questo, in prospettiva di un’adesione più ampia. E qui sosteranno anche i trattori.

Alle 9,45, quindi, la protesta proseguirà davanti alla sede della Provincia di Lecce, in via Umberto I. Un’iniziativa ad hoc, che anticipa l'assemblea dei sindaci salentini, convocata dal presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva.

Secondo le associazioni, c’è già stato un primo effetto, dopo le manifestazioni di ieri, quello, non indifferente, di riportare la centralità della discussione nel Salento. “Occorre intervenire, con forza estrema - dice Maurizio Cezzi, presidente di Confagricoltura Lecce - al fine di ottenere un'attenzione reale da parte delle istituzioni pubbliche sulla distruzione del territorio e dell’economia non solo agricola del Salento a causa della xylella”.

“Per questo - aggiunge il presidente - le organizzazioni hanno dichiarato lo stato di agitazione dell'intera categoria e stigmatizzato il ritardo negli interventi da parte dell’Unione Europea, del Governo italiano e soprattutto della Regione Puglia. La mobilitazione ed il presidio del territorio  - conclude Cezzi - devono proseguire e non si devono fermare sino a quando le rivendicazioni del mondo agricolo saranno accolte”. Insomma, si preannuncia una battaglia dura e lunga.  

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