Venerdì, 30 Luglio 2021
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Piano Coste e divergenze su spiagge libere e attrezzate, dibattito anima i gruppi politici

Dopo l’avvio della discussione in commissione Urbanistica su previsioni e osservazioni del piano comunale si fronteggiano le posizioni dei gruppi consiliari. L’analisi dei consiglieri di Coscienza Civica, Progetto Città, Puglia Popolare e Noi per Lecce

LECCE - L'avvio della discussione nella commissione Urbanistica del Piano comunale delle Coste di Lecce e delle relative osservazioni, che dovrà poi essere approvato e discusso nell'assise cittadina, ha fatto emergere una differenza di posizioni all'interno della maggioranza per quanto riguarda il peso delle spiagge libere con servizi rispetto a quelle libere tout court.

E il dibattito, dopo le prime schermaglie e la riproposizione dell’iter procedurale che ha portato all’adozione in giunta e delle prospettive del piano illustrate dall’assessore Rita Miglietta, continua ad animare i gruppi politici di Palazzo Carafa.

Coscienza Civica “Fruizione libera garantita”

“Parlare di Piani programmatici, che coinvolgono molti soggetti, che toccano interessi legittimi di operatori economici, che affrontano le esigenze dei cittadini e dei turisti, che incidono sulla presente e futura capacità economico e finanziaria del Comune, e che, non di meno, devono garantire il rispetto della salvaguardia ambientale, risulta essere terreno impervio” premette il consigliere di Coscienza Civica, Antonio De Matteis, intervenendo nel dibattito in corso.

“Trovare una sintesi tra le diversissime necessità è difficile e qualsiasi decisione presa porterà a scontentare gli uni o gli altri” incalza il consigliere, “il  Piano comunale delle Coste attuato e da approvare risulta essere la giusta sintesi per permettere lo sviluppo sostenibile della nostra costa. Il piano se da un lato permette la creazione di nuove attività e di servizi, ad oggi inesistenti, dall’altro salvaguarda la possibilità di ogni cittadino di fruire gratuitamente della spiaggia”.

Il gruppo di Coscienza Civica rammenta anche come i criteri utilizzati dall’amministrazione comunale nel piano adottato la dicono lunga sulla tutela della fruizione del litorale: a fronte di 3.706,77 metri quadri di spiaggia libera minima, secondo le indicazioni del Piano regionale delle Coste, ne sono stati previsti ben 4.754,95 metri quadri, e in aggiunta sono stati previsti 1.423 metri quadri di Spiaggia libera con servizi.

“Va ricordato, per non far confusione, che la Spiaggia Libera con Servizi deve, in ogni momento, garantire almeno il 50 per cento di spiaggia concessa sempre libera da ogni attrezzatura, la pulizia dell’intera spiaggia concessa, la fornitura di servizi minimi” puntualizza De Matteis, “questo a salvaguardia, come detto, della libera fruizione da parte di tutti delle nostre spiagge”.

“Per cercare inoltre di garantire la pulizia di tutto l’arenile, proporremo che i bandi per le concessioni delle spiagge libere con servizi prevedano criteri premianti per chi proporrà la pulizia delle Spiagge libere adiacenti, o servizi gratuiti aggiuntivi per i cittadini. La discussione sul Piano comunale delle Coste” conclude il consigliere di Coscienza Civica, “attuata dal nostro governo cittadino, coalizione di movimenti civici e partiti di centro e di sinistra, è iniziata e siamo sicuri che porterà all’approvazione di uno strumento condiviso e necessario per lo sviluppo sostenibile della nostra costa”.

I dubbi di Progetto Città

“Ritenendo sin dal principio che il mare è di tutti, oggi ci troviamo a dover riflettere non solo sulle osservazioni presentate, ma anche sulla conferma degli spazi destinati alle concessioni, sia quelle relative agli stabilimenti balneari che quelle inerenti le spiagge pubbliche con servizi, che sono comunque diverse dalle spiagge libere pure e semplici, su cui comunque deve essere garantito il decoro dovuto a chi sceglie di fruire in autonomia della costa e del mare” interviene il capogruppo di Progetto Città, Pierpaolo Patti.

“Le spiagge libere con servizi sono certamente un valido strumento intermedio tra le due vie” spiega il consigliere, “quella dello stabilimento balneare e quella della spiaggia libera, ma rimangono tratti di costa dati in concessione, in cui per metà dello spazio concesso, gli ombrelloni sono già istallati e per l’altra metà il bagnante può scegliere se posare il proprio o noleggiare per la giornata quello del concessionario. I servizi rimangono, invece, completamente a pagamento su entrambi i lati, bagni, docce. Ciò significa che se concedo 100 metri quadri alla spiaggia libera con servizi, 50 metri quadri saranno esattamente come uno stabilimento balneare. Quindi su 24 Spiagge libere con servizi è esattamente come se stessimo prevedendo altri 12 altri stabilimenti balneari, che si aggiungono ai 27 già esistenti: un oligopolio diffuso, con grave ed evidente riduzione della spiaggia pubblica”.

“Il lavoro dell’assessorato sul Piano comunale delle Coste è iniziato nel 2017, ed è giunto in commissione consiliare solo con pec dell’8 luglio scorso” puntualizza Patti, “prendere il giusto tempo per capire, visto che si decide dei prossimi anni della costa, è solo dovuto alla responsabilità con la quale ci rapportiamo alle pianificazioni, che non riguardano solo noi, qui ed oggi, ma soprattutto chi verrà dopo di noi”.

“Per rispondere ad un autorevole esponente della maggioranza” replica il consigliere di Progetto Città, “è bene dire che non ci spaventano affatto le spiagge libere con servizi, che riteniamo un validissimo strumento per creare opportunità nel settore, far vivere la costa e dare servizi ai bagnanti: non ci spaventano affatto. Ad essere sinceri, invece” incalza Patti, “ci spaventa molto un tipo di civismo che, una volta al governo, smette di ragionare, di discutere, di criticare tutto quello su cui era stato inflessibile mentre era all’opposizione”.

“Ciò detto” conclude Patti, “crediamo che un lavoro durato quasi quattro anni non possa e non debba essere liquidato con qualche ora di discussione, con la modalità a distanza che riduce la possibilità di intervenire, ma meriti le riflessioni necessarie, per perseguire il bene comune e lasciare quella parte di mondo che ci è dato di amministrare in questi anni nel modo migliore di come lo abbiamo ricevuto”.

La mediazione di Puglia Popolare

“Il Piano delle Coste rappresenta senza ombra di dubbio un opportunità per Lecce e le sue marine e la politica deve gestire i processi di sviluppo del territorio offrendo possibilità di crescita imprenditoriale e qualità dei servizi” la valutazione espressa dal coordinatore provinciale di pugòlia Popolare, Luigi Mazzei e dal consigliere comunale Gigi Valente.

“I nuovi bandi per concedere servizi turistici su aree libere, aggiuntivi a quelli esistenti, risponderà certamente a questo obiettivo” proseguono gli esponenti di Puglia Popolare, “la città di Lecce ha bisogno di far crescere l'offerta turistica legando sempre di più le sue marine alla città.
Teniamo a puntualizzare che abbiamo anche l'obiettivo di salvaguardare tutti i servizi esistenti, in particolare gli stabilimenti balneari, per garantire agli imprenditori che hanno investito negli anni di vedere garantito il loro futuro e dei loro dipendenti e dar loro anche l’opportunità di ulteriori investimenti atti a  consentire una maggiore attrattiva delle nostre spiagge”.

Fiore: “Favorito sviluppo e tutela spazi pubblici”

Anche il consigliere di maggioranza Andrea Fiore, di Noi per Lecce, è intervenuto in merito alla recente polemica nata nella coalizione in merito al Piano comunale delle coste e sulle spiagge attrezzate nelle marine del capoluogo.

“La posizione di chi si oppone a tale novità, a mio avviso, è errata e poco rivolta al bene della comunità” commenta Fiore, “quella dell'amministrazione comunale è una scelta che guarda allo sviluppo delle nostre marine, alla nuova imprenditorialità, alla sicurezza, alla pulizia e alla cura dei nostri spazi. Le aree di spiaggia libera verranno toccate solo in minima parte per offrire un numero maggiore di servizi ai cittadini ed ai turisti, linfa vitale per il nostro territorio”.

“È giusto offrire nuove opportunità di lavoro” conclude il consigliere, “ed è compito di un'amministrazione virtuosa favorire la nascita di nuove imprese, agevolando le iniziative imprenditoriali”.

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