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Pignatelli si riprende le 41 opere donate nel 2005 alla città di Lecce

La Soprintendenza nel 2018 ha contestato l'uso esclusivo della Torre Mozza del castello per l'esposizione dei suoi quadri. E non è seguito un accordo per una soluzione alternativa

LECCE - Lo aveva anticipato nel maggio del 2019, alla vigilia delle elezioni amministrative a Lecce: "Se non torna Adriana Poli Bortone, mi riprendo le mie opere".

A distanza di due anni dal voto che certo non ha premiato la ex sindaca del capoluogo salentino, quel proposito di Ercole Pignatelli si sta concretizzando: la giunta comunale ha, infatti, votato per la risoluzione della donazione di 40 dipinti e una scultura di bronzo, risalente al 2005, precisando in delibera che tale esito non è imputabile all'ente.

Le lamentele principali dell'artista insistono soprattutto sulla mancata valorizzazione dell'esposizione che raccoglie le sue opere (e della moglie, Gabriella Faliva) al primo piano della Torre Mozza del castello Carlo V. Poca informazione, scarsa pubblicità: una questione datata ma che durante la prima giunta Salvemini ha vissuto un capitolo nuovo, la presa di posizione della Soprintendenza ai Beni Culturali delle province di Brindisi, Lecce e Taranto che nel 2018 ha posto il tema della legittimità dell'uso esclusivo di quegli spazi (che peraltro non sono mai stati nella piena disponibilità del Comune, ma del Demanio). Non solo: sarebbe emerso dall'istruttoria che Palazzo Carafa non ha mai richiesto l'autorizzazione per quella collocazione, tanto che a marzo del 2019 (fase di gestione commissariale) la Soprintendenza ha pure sollecitato la rimozione di "tutti i dispositivi attualmente presenti sulle pareti al primo piano e le installazioni considerate permanenti ma mai autorizzate dalla scrivente".

Allora si è posto il problema di trovare una collocazione alternativa ma "di pari prestigio" che avrebbe consentito, in ragione delle clausole presenti nell'atto di donazione, di trovare una soluzione più o meno indolore. Ma le ipotesi che si sono affacciate nell'interlocuzione non sono state ritenute adeguate da Pignatelli che all'inizio dell'anno ha quindi dato mandato all'avvocato Luigi Quinto di perfezionare la risoluzione della donazione fatta a suo tempo.

Respinta perché di fatto giudicata irricevibile anche la proposta, fatta informalmente a Pignatelli per tramite del suo legale, di lasciare fuori dalla restituzione - che avverrà a spese dell'artista - quattro o cinque opere da esporre nella sezione "Raccolta civica" del Museo Storico della Città di Lecce. Pignatelli, va ricordato, è anche l'autore della scultura "Germinazioni" collocata al centro della prima rotatoria all'ingresso nord di Lecce: opera che all'epoca della sua collocazione è stata oggetto di giudizi molto contrastanti.

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