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Dopo la chiusura della mensa, acqua nelle case

Pioggia intensa anche sul capoluogo: a mollo gli studenti delle residenze universitarie

L’allerta meteo che ha interessato nelle ultime ore il Salento ha creato forti disagi anche negli alloggi degli universitari. Diverse abitazioni e vani scala allagati a causa delle infiltrazioni. La rabbia dell’Udu: “Siamo stanchi di convivere con tanti disagi”

LECCE - Tempi duri per gli studenti universitari in quel di Lecce che dopo aver fatto i conti, nelle scorse settimane, con la chiusura improvvisa per inagibilità del servizio mensa di via Adriatica (con presidio di protesta), nella tarda mattinata di oggi, complice il primo temporale estivo, si sono ritrovati letteralmente a mollo nelle residenze dell’ente per il diritto allo studio.

Una situazione documentata e denunciata, anche veicolando alcuni video di quanto accaduto neglj alloggi, da parte dei referenti dell’Unione degli universitari, che hanno ricevuto in pochi minuti diverse segnalazioni da parte degli occupanti delle residente universitarie, tutti intenti con stracci, secchi e utensili per la pulizia, a rimuovere l’acqua infiltrata nelle abitazioni e nei vani scala. Sono bastati pochi minuti, caratterizzati dalle forti precipitazioni che hanno invaso la dorsale adriatica e anche il capoluogo, per allagare molte delle case degli studenti dell’Adisu.

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Il tutto nonostante gli infissi fossero comunque chiusi. Per questo dall’Udu Lecce si è tornati ad sollecitare un intervento risolutore delle problematiche che affliggono gli studenti per garantire strutture sicure e veder garantita l’agibilità del diritto allo studio.

“Non sono trascorse nemmeno due settimane dalla chiusura della mensa sita in via Adriatica, la quale ha fatto temere alle persone assegnatarie di posto alloggio nella residenza soprastante un’eventuale chiusura della struttura stessa” lamentano dall’Unione degli universitari, “e a seguito dei controlli effettuati nelle strutture di Adisu Puglia e delle continue interlocuzioni avute nei giorni scorsi con i referenti dell'ente regionale per il diritto allo studio, era stato garantito che le perizie precedentemente effettuate da una ditta incaricata direttamente dall’ente presentavano uno stato dell'arte delle residenze peggiore rispetto a quello effettivo”.

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In realtà pare sia bastato un banale temporale estivo per smentire il tutto. “Difatti, alcune delle residenze leccesi si sono allagate, nonostante in alcune zone delle strutture porte e finestre fossero chiuse” denuncia Giorgia Ruffo, neoeletta rappresentante degli studenti con Udu Lecce nel consiglio di amministrazione Adisu.

La maggiore preoccupazione è attualmente rivolta alle case dello studente "Angelo Rizzo" (nella quale erano presenti problemi d'infiltrazioni dovuti, a quanto è stato riferito in uno degli incontri, alla mancanza dei piatti doccia nei bagni delle diverse camere), e a “Maria Corti”, sita in via Lombardia, dove si trova attualmente l’unico punto ristoro agibile.

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“È assurdo pensare che le persone beneficiarie di posto alloggio si ritrovino a vivere situazioni simili e siano costrette ad utilizzare strofinacci e secchi per tamponare gli allagamenti in quella che dovrebbe essere una struttura sicura” afferma Rebecca Napoletano, responsabile al diritto allo studio di Udu Lecce, “siamo stanchi di combattere contro un sistema che ci rema contro e che ci pone di fronte ad una scelta: avere strutture sicure o veder garantito il diritto allo studio”. E anche alla luce di questo ultimo e increscioso episodio di disagio il sindacato studentesco ha garantito che  proseguirà nella propria battaglia per la sicurezza delle strutture universitarie che “è parte integrante del diritto allo studio”.

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