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Martedì, 21 Maggio 2024
Transitabile da due giorni / Gagliano del Capo

Ponte Ciolo, in un video dubbi sulla sicurezza. La Provincia rassicura e valuta una denuncia

Le immagini inserite su Facebook da parte di un cittadino hanno sollevato dubbi e preoccupazioni sulle condizioni di stabilità della struttura appena riaperta al transito. L’ente ha fornito le spiegazioni del caso e potrebbe adire le vie legali

GAGLIANO DEL CAPO – La Provincia di Lecce è intervenuta con una certa urgenza con una nota pubblicata sui propri profili social dopo la diffusione di un video, da parte di un motociclista, nel quale si mostrava la facilita con cui si svitava un dado lungo la ringhiera del Ponte Ciolo, riaperto al transito mercoledì dopo i lavori di consolidamento e adeguamento durati un anno.

Quelle immagini hanno sollevato rapidamente delle perplessità e delle preoccupazioni in fatto di sicurezza e per frenare gli effetti collaterali della propagazione del video l’ente ha comunicato quanto segue.

“In merito alla diffusione su social networks di un video relativo a presunti problemi di stabilità della ringhiera del Ponte Ciolo, la Provincia di Lecce comunica che quelli ripresi nel video altro non sono che dadi in acciaio inossidabile installati per assicurare l'allineamento d'asse dei moduli della ringhiera del ponte, dunque in alcun modo funzionali alla stabilità e alla sicurezza della ringhiera del ponte stessa. La scelta di utilizzare elementi in acciaio inossidabile anziché i cosiddetti autobloccanti è una scelta architettonica e non strutturale, in quanto i singoli moduli della ringhiera non si reggono in alcun modo con la presenza dei dadi”.

“Il fatto che nelle prime fasi di utilizzo del ponte, i dadi abbiano presentato allentamenti, è dovuto alla presenza della naturale escursione termica, degli agenti atmosferici e ambientali incidenti sul ponte: la ditta, infatti, ha provveduto e continuerà a provvedere nei primi mesi al controllo del serraggio dei dadi, come da cronoprogramma”.

“Tutte le problematiche paventate su stabilità, sicurezza e staticità della barriera protettiva e del ponte, dunque, sono destituite di ogni fondamento. A tal proposito, l'ente - per il tramite della sua avvocatura - sta verificando la sussistenza delle condizioni per adire alle vie legali per procurato allarme, danneggiamento e danno d'immagine”.

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