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Chiazza giallastra vista in mare: era dovuta a un'alga, allarme rientrato

Confermate le prime ipotesi: a Porto Cesareo, in località Scalo di Furno, il fenomeno notato ai primi del mese dovuto alla fioritura di microalghe. L'esito dei prelievi dell'Arpa comunicato oggi al sindaco Salvatore Albano

PORTO CESAREO – Falso allarme. Per il secondo anno consecutivo. Anche questa volta, infatti, il responso dell’Arpa è stato chiaro: la particolare colorazione dell’acqua, come notata ai primi del mese in località Scalo di Furno, a Porto Cesareo, era dovuta alla fioritura di microalghe della specie Margalefidinium c.f. Polyrikoides. Erano state quelle, dunque, a provocare la chiazza avvistata prima al largo, e poi avvicinatasi a riva, davanti a una zona di spiaggia libera.

L’Arpa ha comunicato oggi al Comune di Porto Cesareo l’esito dei campionamenti effettuati in mare il 3 luglio scorso. Quel pomeriggio, dopo varie telefonate di bagnanti e residenti, sul posto erano arrivati anche carabinieri e guardia costiera. Ma, come spiega il sindaco, Salvatore Albano, “il fenomeno di questa grossa macchia scura quindi può essere associato a colorazione giallo-brunastra delle acque, visibili ad occhio nudo. In letteratura – aggiunge - non sono riportati effetti nocivi sulla  salute umana”.

Che potesse essere tutto ascrivibile a qualche alga, per la verità, si era dedotto già quel giorno stesso, sulla scorta del falso allarme dell’anno precedente, quando il fenomeno si notò ad agosto inoltrato. Di certo, il colore poco invitante ha messo in allerta anche questa volta più di qualcuno, temendo che all’origine potesse esservi qualche sversamento in mare. Da qui, la richiesta si un sopralluogo dei tecnici dell’Arpa, che hanno prelevato sei campioni di acqua marina e della sabbia, riempiendone un intero sacco. Oggi, l'ufficializzazione. Nessun problema per la balneazione. 

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