Un mega parcheggio da 300 posti? Incompatibile con la zona agricola

Chiusa l'annosa questione che opponeva il Comune di Porto Cesareo a una società. Per il Tar l'area è da tutelare e rafforzare

PORTO CESAREO – Si chiude l’annosa questione riguardante la richiesta avanzata per la realizzazione di un vasto parcheggio a Porto Cesareo, nella zona del bacino Tamari, che opponeva l’amministrazione comunale, che fin dal 2016 ha opposto un deciso diniego, e la Oronzo Paladini e Co Sas, proprietaria anche dell’Hotel Riva del Sole. 

Una recente sentenza del Tar, infatti, sancisce in modo definitivo la legittimità del Comune nel rigettare l’istanza per ottenere il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di un parcheggio con percorribilità carrabile da ben 306 posti auto, motivato con il fatto che “l’area interessata dall’intervento è inclusa nella zona E1 – Agricola Produttiva normale ed è tipizzata dal locale strumento urbanistico quale area rurale a prevalente funzione agricola da tutelare e rafforzare”, scrivono i giudici. Fra l’altro, dopo il primo “no” del Tribunale amministrativo regionale, la vicenda era passata anche dal Consiglio di Stato, che aveva confermato l’ordinanza.  

Si tratta di una statuizione in materia urbanistica, di rilievo generale, di una certa importanza e che riguarda, nello specifico, l’incompatibilità funzionale di una utilizzazione commerciale di una zona agricola.

Il Comune di Porto Cesareo, nella vicenda, era rappresentata dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto. “L’alterazione dell’equilibrio urbanistico del territorio – ha sottolineato a tale proposito Pietro Quinto – è di tutta evidenza se si consentisse una destinazione delle aree diverse da quella propria atteso che il progetto bocciato dal Comune, avente ad oggetto un parcheggio per oltre 300 posti auto, presenta ex se natura imprenditoriale”.

“D’altro canto non è neppure invocabile una carenza di aree di sosta per il territorio prevedendo lo strumento urbanistico specifiche zone a parcheggi. Sarebbe del tutto distonica una interpretazione della vigente normativa tecnica nel senso dell’allocazione di parcheggi di ampia capienza, quale quello bocciato – in aree diverse da quelle espressamente tipizzate a tal fine”, conclude il legale, rimarcando, in ultimo, come il principio di diritto affermato dal Tar di Lecce sia operativo per tutti i Comuni del Salento.

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