Venerdì, 19 Luglio 2024
Epoca romana / Vernole

Tra San Cataldo e Le Cesine: già prima del molo di Adriano, un porto strategico

Le ultime ricerche subacquee in località Posto San Giovanni hanno definito il profilo dell'infrastruttura che si sviluppava a forma di L per circa 150 metri lineari. I risultati della campagna sono stati presentati nel corso di un incontro ad Acaya

SAN CATALDO (Vernole) – Un vero e proprio porto, con un molo costruito a L per quasi 150 metri lineari di lunghezza, costruito con la tecnica a cassone fatta di allineamenti di blocchi di calcarenite locale e con pietrame di riempimento secondo una consuetudine ricorrente sulle sponde dell’Adriatico ma anche in altre zone del Mediterraneo.

Nella campagna di ricerche archeologiche subacquee e costiere condotte a luglio e settembre con la direzione scientifica della professoressa Rita Auriemma dell’Università del Salento è stato perfezionato il disegno complessivo del sito di epoco romana (periodo tardo repubblicano - prima età imperiale) che si trova in località Posto San Giovanni, tra San Cataldo e la Riserva naturale di Stato e Oasi del Wwf “Le Cesine”: un porto precedente a quello che venne costruito poco più a nord,  noto come il porto di Adriano (nei pressi del faro di San Cataldo).

Le prime scoperte risalgono ai primi anni Novanta, ma negli ultimi anni è stata avviata una sistematica iniziativa di indagine e le ricerche degli ultimi mesi sono proseguite sul solco di quelle iniziate nel 2020: in questo modo si è potuto concludere che le due aree che sembravano inizialmente distinte, in realtà formavano parte quella infrastruttura portuale continua di notevoli dimensioni che ora consente di parlare a pieno titolo del “porto ritrovato”.

Guarda il video: il porto ritrovato

I risultati delle ricerche più recenti sono stati presentati nel corso di un incontro che si è tenuto domenica scorsa ad Acaya. Le indagini archeologiche sono state portate avanti dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento in collaborazione con Esac - Centro Euromediterraneo per l’Archeologia dei paesaggi costieri e subacquei - e Poli Biblio-Museali di Puglia.

Nel patrimonio delle acquisizioni fatte figurano: un primo rilievo 3D del molo, ancora parziale, ottenuto con la fotogrammetria subacquea e il posizionamento Gps; la fotogrammetria da drone e il rilevamento 3D del fondale con un battellino appositamente costruito e dotato di ecoscandaglio multibeam di ultima generazione, (Politecnico di Torino); il rilievo di altre strutture murarie sulla riva, finora ignote, che si aggiungono a quelle già note.

È stato realizzato anche un video per divulgare i risultati e promuovere il prosieguo della campagna. Nel corso dell’incontro – tra i partecipanti il sindaco di Vernole, Mauro De Carlo; il coordinatore dei poli biblio-museali pugliesi, Luigi De Luca; l’ammiraglio Vincenzo Leone della capitaneria di porto di Bari – è stato illustrato il progetto dell’Esac “Andar per mare. Itinerari subacquei e costieri di Puglia”, il cui obiettivo è quello di mettere in rete i siti sommersi e i servizi necessari alla loro fruizione e valorizzazione, arricchendo così l’offerta regionale di turismo culturale e ambientale.

Le foto delle ricerche archeologiche

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