Porto Selvaggio, ripulita la scogliera dallo scempio del polistirolo sparso

L'Arif, su sollecitazione del Comune di Nardò, ha provveduto a eliminare migliaia di pezzi "riconsegnati" dal mare durante le giornate di maltempo

NARDO’ – Le immagini diffuse da alcuni visitatori del parco di Porto Selvaggio avevano suscitato clamore. Tre, piuttosto eloquenti, quelle inviate nei giorni scorsi da un nostro lettore nello spazio dedicato alle segnalazioni. A prima vista, da lontano, sassi bianchi. In realtà, a ben guardare, polistirolo frantumato e sparso a perdita d’occhio, dalla scogliera fin dentro la pineta, in uno dei luoghi più affascinanti d’Italia.   

Migliaia di pezzi vomitati dal mare, sempre più avvelenato dalle mani dell’uomo, trascinati sulla costa dalle recenti mareggiate alimentate dalle forti raffiche di scirocco. Un vero e proprio scempio. Questa mattina, per fortuna, diversi operatori dell’Arif (l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) che sono a servizio nel parco, su sollecitazione dell’amministrazione comunale di Nardò, sono intervenuti per ripulire tutta la zona infestata.

Per l’occasione, hanno dovuto anche utilizzare un potente aspiratore, in grado di “strappare” dal terreno e dagli arbusti i più piccoli pezzi di materiale, cioè quello impossibile da recuperare con i mezzi tradizionali o a mani nude. In poche ore, dunque, la zona è stata ripulita quasi del tutto. Diversi i sacchi riempiti e che saranno a breve smaltiti.

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“Purtroppo – commenta l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio - il polistirolo che il mare ospita e che talvolta rispedisce al mittente, è quasi certamente proveniente da attività di pesca ed è il segnale della nostra superficialità e di un rapporto con l’ambiente davvero pessimo. Il polistirolo, come tanti altri materiali di questo tipo, va smaltito correttamente, altrimenti diventa un grosso problema. Grazie agli operatori dell’Arif abbiamo eliminato quello che era un vero e proprio scempio per un posto preziosissimo dal punto di vista naturalistico”.

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