Processo alla Rei per i sospetti sulla discarica. Il Comune si costituirà parte civile

Il sindaco di Galatone, Filoni, ha annunciato la costituzione in giudizio nel processo che vedrà imputata la società accusata di attività illecita nel trattamento dei materiali inerti

foto di repertorio

GALATONE – I sospetti furono lanciati, già quattro anni addietro, e formalizzati con un esposto presentato da alcuni volontari di Galatone riuniti nel Comitato per la salvaguardia della salute e dell’ambiente che lamentavano attività non correte nello stoccaggio e trattamento dell’amianto. La Procura di Lecce aveva così avviato un’inchiesta sulla discarica Rei srl di Galatone, sottoponendo a sequestro, tramite la polizia provinciale, anche la discarica in contrada Vignali-Castellino, ricadente nell’agro del comune galateo. Nel mirino finirono le autorizzazioni e le modalità di smaltimento dei materiali inerti. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura, riguardava l’impianto, che accoglieva l’amianto proveniente da tutto il Sud Italia, per il pericolo concreto di  dispersione di fibre cancerogene nell'aria.

Una consulenza tecnica aveva infatti evidenziato presunte irregolarità nello smaltimento dell'amianto e sui quantitativi di stoccaggio. Nel registro degli indagati è così stato iscritto il nome del legale rappresentante della società che gestisce l'impianto e che, terminata la lunga fase dell’inchiesta, con decreto di citazione diretta in giudizio del 1 febbraio scorso, dovrà ora affrontare il relativo processo. La società ha sempre fornito garanzie e cercato di dimostrare la regolarità del suo operato (la discarica Rei, acronimo di Recupero ecologico inerti, è l’unica discarica autorizzata per lo smaltimento di amianto in tutta la Puglia e la sua estensione era già stata ampliata da 13mila a 80mila metri quadri in virtù delle stime di due anni addietro della presenza di amianto nel Salento dove risultavano ancora diverse tonnellate da bonificare), ma ora dovrà difendersi dalle ipotesi di reato anche per aver, secondo l’accusa, “effettuato attività illecita di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi” e per aver gestito l’impianto “con modalità difformi dalle prescritte autorizzazioni”. A seguito della decisione il Comune di Galatone, tramite il sindaco Flavio Filoni, ha annunciato che l’ente si costituirò parte civile nel processo.

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“Si tratta di un grande riconoscimento per la battaglia che dal 2014 il Comitato permanente per la tutela ambientale porta avanti, troppe volte osteggiato e schernito da chi parlava di immotivato allarmismo e di strumentalizzazione elettorale” dice il primo cittadino, “proprio quelle persone dovrebbero rendersi conto che davanti alla tutela della salute e dell'ambiente non devono essere mai anteposti interessi politici o personali, perché la salvaguardia della comunità deve andare oltre ogni posizionamento ideologico e ogni divergenza. Siamo fiduciosi” conclude Filoni, “che la giustizia farà il suo corso, e che i gravi danni patiti dal nostro territorio saranno riconosciuti. Non servirà forse a sanarli totalmente, ma sicuramente potrà far comprendere a tutti che Galatone non è più alla mercè di chi vuole sfruttarla e inquinarla”.

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