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Produzione di olio scesa ai minimi storici: Codiro presenta il suo "bilancio"

All'incontro al ministero delle Politiche Agricole, Coldiretti porta due richieste: sostegno al reddito delle imprese, semplificazioni per i reimpianti. Nell'ultima annata prodotte solo 5mila 300 tonnellate

LECCE - Meno 90 percento rispetto alle medie storiche e prevedibile inattività per un centinaio di frantoi. Con dati e stime molto preoccupanti, Coldiretti chiede al governo immediato sostegno per le imprese del settore olivicolo, messe a durissima prova dal disseccamento rapido dell'ulivo, e la possibilità di procedere a reimpianti con cultivar resistenti al batterio della xylella anche nelle zone sottoposte a vincolo.

Sono queste le due principali proposte che Coldiretti Puglie esporrà al tavolo convocato a Roma per il pomeriggio di oggi presso il ministero delle Politiche Agricole e Forestali, guidato ora dalla salentina Teresa Bellanova. L'associazione che riunisce i coltivatori diretti è da mesi impegnata a tambur battente - anche dal punto di vista della comunicazione - per sollecitare interventi definitivi e snelli allo scopo di ridare slancio a un settore in cui la produzione da olive Celline e Ogliarola è praticamente azzerata, mentre le piante di Leccino, varietà resistente, sono resistenti ma sono anche le meno diffuse sul territorio.

“Gli olivicoltori sono allo stremo - ha dichiarato il presidente Savino Muraglia - perché la produzione è azzerata e i frantoiani stanno decidendo di non mettere in moto gli impianti, perché l’apertura senza molitura di olive significherebbe sobbarcarsi gravosi quanto inutili costi di manutenzione di attrezzature e personale. Chiederemo al ministro Bellanova di attivare immediatamente i decreti attuativi per l’emergenza xylella per dare sostegno alle imprese olivicole e ai frantoi e di intervenire per liberalizzare i reimpianti anche nell’area vincolate, perché serve in Puglia una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da sei anni di xylella e soprattutto di burocrazia”.

“Da quando è stata confermata la presenza della xylella fastidiosa a Lecce, la produzione di olio ha subito un trend negativo irreversibile, con il minimo storico di 5mila 295 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2018/2019. L’avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di sé, come rappresentato dalla perdita produttiva che si è allargata a macchia d’olio, man mano che la xylella camminava indisturbata sul territorio. Il contagio in sei anni inesorabilmente si è spostato a nord ad una velocità di più due chilometri al mese”, conclude Muraglia che stima in 5mila i posti di lavoro persi in questi anni.

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