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Domenica, 26 Giugno 2022
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La Puglia apre all’eutanasia: depositata proposta di legge sulla “morte indolore”

La proposta, di Fabiano Amati, è stata sottoscritta anche dal consigliere salentino Donato Metallo e dai colleghi Filippo Caracciolo, Francesco Paolicelli e Michele Mazzarano

BARI – La cornice normativa di riferimento su cui fare leva è quella della sentenza della Corte Costituzionale del 2019, la cosiddetta “Sentenza Cappato”. A poche ore dalla morte di Fabio Ridolfi - il 46enne marchigiano che ha scelto la via della sedazione profonda e poi della morte per mettere fine a un calvario clinico durato circa 18 anni e che ha nuovamente acceso i riflettori sul tema dell’eutanasia in Italia - Fabiano Amati ha depositato nella giornata di ieri in Consiglio regionale una proposta di legge che vuole istituire in Puglia l’assistenza sanitaria per la morte serena e indolore dei pazienti terminali.

Traendo spunto da quella sentenza che di fatto dichiara incostituzionale la norma 580 del codice penale, quella che punisce l’aiuto al suicidio, l’esponente Pd ha depositato la proposta sottoscritta anche dal consigliere salentino Donato Metallo, dal capogruppo Pd Filippo Caracciolo, da Francesco Paolicelli e da Michele Mazzarano denominata "Assistenza sanitaria per la morte serena e indolore di pazienti terminali". Nei prossimi giorni, dopo i riscontri giuridici, la proposta di Legge approderà nella Commissione competente e poi in Consiglio regionale per la discussione e l’eventuale approvazione.

“È arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, perché sono anni che si fanno battaglie e mobilitazioni, senza che si giunga al passo più importante: una Legge che tuteli il diritto di autodeterminazione dell’essere umano, anche e soprattutto in quella che può essere la fase più delicata e dolorosa dell’esistenza. Non è più il tempo dell’attesa, e la Puglia vuole fare la sua parte” Sono le parole di Donato Metallo, presidente della Commissione cultura. “Ringrazio il collega Fabiano Amati che ha avviato l’iter per la proposta regionale che dice che la Regione deve farsi carico delle prestazioni sanitarie che consentano un accompagnamento dolce e dignitoso al fine vita”, conclude.

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