Sabato, 13 Luglio 2024
Attualità

Ristorazione collettiva, dipendenti in protesta davanti alla direzione generale dell’Asl

Il luogo scelto dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Lecce come simbolo della logica degli appalti che rischia provocare effetti sulla tenuta occupazionale

LECCE – Anche a Lecce, come nel resto d’Italia, i dipendenti delle aziende della ristorazione collettiva aderenti ad Anir Confindustria e Angem incrociano oggi le braccia.

Alla base della protesta, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, una diffida ai sindacati lanciata dalle due associazioni imprenditoriali. Vorrebbero che si astenessero dall’adottare determinazioni sul comparto al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e del turismo. In sostanza, hanno chiesto di costituire un tavolo negoziale specifico e separato. Ma i sindacati si oppongono anche sulla base del fatto che era già stata definita una buona fetta di percorso condiviso, dal punto di vista normativo, della classificazione del personale e anche degli incrementi salariali.

A Lecce le organizzazioni territoriali di Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno deciso di protestare davanti alla Direzione generale della Asl, in via Miglietta, a partire dalle 10 e fino a mezzogiorno. È stato scelto questo luogo perché assurge a simbolo di un settore sempre più in sofferenza per effetto della logica degli appalti. I sindacati rimarcano, per esempio, che i 190 addetti delle mense ospedaliere, in seguito al cambio di appalto, vinto su base regionale con un ribasso cospicuo sul costo del pasto, rischiano la tenuta occupazionale, non solo una sensibile decurtazione all’orario di lavoro settimanale.

“A più di tre anni dalla scadenza del contratto collettivo – scrivono i sindacati delle tre sigle sindacali, Daniela Campobasso, Marcello Frassanito e Antonella Perrone – le imprese della ristorazione collettiva associate ad Anir e Angem minacciano chi vuole arrivare ad un rinnovo in grado di garantire condizioni salariali dignitose”. E così, si è arrivati allo stato di agitazione e al blocco di qualsiasi forma di flessibilità. “Sin da subito verranno indette le assemblee sindacali retribuite per aggiornare il personale sulle azioni sindacali in programma, a partire dalla denuncia a tutte le committenze pubbliche e private, al fine di tutelare i diritti di chi lavora nel settore”.

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