Casi in aumento, ma il Salento tiene ancora botta e il capoluogo resta "aperto"

Dal report settimanale di Asl Lecce sul quadro epidemiologico emerge un incremento dei positivi, ma il rapporto rispetto ai tamponi fatti non trasferisce particolari allarmi. Un vantaggio da non sprecare

LECCE – Una delle domande più frequenti, quando si parla del basso impatto dell’epidemia del Covid-19 in provincia di Lecce, è: “Ma quanti tamponi si fanno?”, quasi si dubitasse delle attività del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. La risposta arriva, puntuale, una volta a settimana ed è contenuta nel report che Asl Lecce diffonde ogni venerdì.

Dal 16 al 23 ottobre sono stati analizzati 4.693 tamponi, (compresi quelli ripetuti su casi già noti per verificare il decorso dell’infezione), per una media di 670 al giorno. Il numero dei casi confermati di infezione si è intanto incrementato di 99 unità, per cui il rapporto tra positivi è tamponi è del 2,1 percento. Il dato sale al 3 percento se rapportato solo ai nuovi casi testati (al netto cioè dei tamponi ripetuti) che sono stati 2888 (circa 300 in più della settimana precedente). Rispetto alla variazione tra il 9 e il 16 ottobre, pari 58 nuovi casi riscontrati,, l'aumento è comunque significativo, nell'ambito però di valori assoluti di partenza molto contenuti. 

Nel Salento il numero dei casi attualmente positivi è passato da 175 a 243 (il picco è stato di 308 nella prima decina di aprile), tenendo conto anche dei 30 guariti e di un decesso (un secondo ha riguardato un caso residente in altra provincia).

Situazione ospedaliera: accolti pazienti da altre province

Dei casi confermati in settimana, 37 rientrano nella fascia di età fino a 35 anni, 32 invece in quella tra i 50 e i 69 e 17 sono associati alla classe d’età tra i 36 e i 49. Dieci, infine, sono i nuovi casi riferiti a persone temporaneamente presenti nella nostra provincia (per un totale di 45 casi attualmente positivi). Il numero dei ricoverati è passato da 373 a 381 e quello dei degenti a 17 a 23 (tutti presso Malattie Infettive del “Vito Fazzi”), di cui 12 sono pazienti provenienti da altre province. Il numero delle dimissioni è passato da 356 a 358.

I comuni mai interessati da un caso Covid sono rimasti 12: Alessano, Botrugno, Giuggianello, Morciano di Leuca, Palmariggi, Patù, Ruffano, San Cassiano, Seclì, Surano, Tiggiano, Tuglie.  Quelli con il maggior numero di casi attualmente positivi sono il capoluogo, con 52, Tricase con 13, Galatina con 12, Nardò con 8, Melendugno con 6 ( i dati si riferiscono alla residenza, non al domicilio).

Nel capoluogo nessuna limitazione per il fine settimana

Nel complesso, dunque, i dati non sono preoccupanti - la provincia di Lecce per numero di casi in rapporto alla popolazione è al posto 103 su 107 (come documenta l'attività di analisi statistica di Domenico Cucinella) -, ma è chiaro che un qualunque cedimento sul piano del rispetto del distanziamento fisico e delle altre misure rischia di far precipitare la situazione verso livello preoccupanti, come accaduto in poco tempo altrove, anche a pochi chilometri di distanza: il Tarantino, fino a tempi recenti, aveva un'incidenza più bassa di quella registrata nel Salento. Poi il rapporto si è invertito: in provincia di Lecce 12,7 casi per diecimila abitanti, 21 in quella di Taranto.

Al momento, per fortuna, l'equilibrio tiene tanto che il sindaco di Lecce, nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. ha dichiarato che non si procederà alla limitazione all'accesso a strade e piazze della movida, ma ha avvisato i cittadini che il livello dei controlli sarà intensificato: "Le forze di polizia e gli agenti della polizia locale - ha scritto in un post - saranno impegnati in forze nelle zone solitamente più frequentate nel fine settimana, per garantire che non si formino assembramenti, che le regole siano rispettate. Questo per scongiurare provvedimenti più restrittivi, consentire che locali ed esercizi di somministrazione possano restare aperti ed accogliere al tavolo e in sicurezza i propri clienti". 

E rispetto ai casi emersi in ambito scolastico, il primo cittadino ha aggiunto: "La situazione, grazie alla prontezza di intervento e alla collaborazione positiva tra famiglie, dirigenti scolastici, Dipartimento di Igiene della Asl e servizi comunali, mi consente di dirvi che non ci sono particolari allarmi. Provo dunque a spegnere preoccupazioni o ansie circa la gestione degli istituti scolastici in città, in particolare le primarie e le secondarie di primo grado".

Qui il Report Asl 23 ottobre

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