Preoccupazione e disobbedienza: cresce il fronte contro gli insetticidi anti xylella

Presa di posizione dell'Ordine dei medici: non sono chiari gli effetti a lungo termine sulla salute umana. Aziende e associazioni firmano a decine un documento

Foto di repertorio.

LECCE – Se è vero che l’acetampirid, un neonicotinoide, e la deltametrina, un piretroide, sono comunemente usati in agricoltura per combattere i parassiti e, nel primo caso, anche le infezioni sugli animali domestici, è altrettanto evidente che gli effetti a lungo termine sulla salute umana non sono ancora comprovati.

Lo scrive Giovanni De Filippis della commissione “Ambiente e Salute” dell’Ordine dei medici di Lecce, a proposito del decreto con il quale è stato approvato il piano nazionale di emergenza che contiene le misure fitosanitarie urgenti per contenere la diffusione della xylella fastidiosa. L’obbligo dell’impiego degli insetticidi ha scatenato un’ondata di proteste e di prese di posizione che, in alcuni casi, si vanno configurando come una vera e propria azione di disobbedienza civile.

Nella nota si ricorda il parere reso nel dicembre del 2017 dall’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, sulla potenziale neuro tossicità nella fase di sviluppo di due neonicotinoidi (acetamiprid e imidacloprid): “pur riconoscendo che le prove disponibili  sono ancora  inadeguate e quindi richiedono ulteriori ricerche in vitro ed in vivo”, i risultati disponibili consigliavano di modificare i valori  tossicologici di riferimento, riducendoli in modo sostanziale.

La commissione dell’ordine professionale ricorda che “la storia ci insegna che abbiamo spesso sottovalutato, per mancanza di conoscenze, aspetti fondamentali degli inquinanti come quello dell’interferenza endocrina, ovvero quello di molecole in grado di mimare l’effetto degli ormoni fisiologici fino a determinare una perturbazione della omeostasi degli organismi viventi. Agli interferenti endocrini sono imputati diversi effetti indesiderati e non si può escludere che i neonicotinoidi, ma anche le piretrine, possano svolgere un ruolo di  perturbatori del sistema ormonale”.

La raccomandazione finale dell’Ordine dei medici di Lecce è di non prescindere dalla piena tutela della salute dei cittadini anche a lungo termine “pur nella consapevolezza che il Salento non può sottrarsi dagli impegni nazionali ed internazionali finalizzati ad impedire la diffusione di un flagello per l’agricoltura”.

Aria di battaglia si respira invece nel fronte delle aziende e delle associazioni che hanno siglato un documento contro i trattamenti fitosanitari obbligatori: “Nessuno pensi di poter provare a spacciare per acqua fresca l'impiego smisurato di fitofarmaci. Conosciamo gli effetti dell'esposizione a queste sostanze, da anni documentati da autorevoli studi dell'Organizzazione mondiale della sanità e non solo”. Gli 80 sottoscrittori, ai quali si aggiungono per solidarietà realtà di altre regioni, non si sentono affatto tranquilli, anzi giudicano non degne di commento le rassicurazioni fornite dall’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia che ha parlato di “polemiche infondate”.

“Fino a quando non ci sarà una modifica, messa nero su bianco, delle misure fitosanitarie previste, fino a quando l'imposizione non sarà stralciata e non verrà reso possibile l'impiego di sostanze utilizzabili (e non introvabili) anche in agricoltura bio, si andrà avanti a tutti i costi. È per questo che aziende agricole, associazioni e cittadini chiedono con urgenza alle istituzioni preposte, la convocazione di un tavolo tecnico con esperti del settore in cui si spieghi, punto per punto, quali sono le prove scientifiche dell’efficacia dei trattamenti - che andrebbero ad avvelenare ulteriormente un territorio fortemente provato - dimostrando, dati alla mano, che gli stessi non avranno conseguenze sulla salute pubblica”.

Perplessità, infine, sono espresse anche dal presidente  di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, relativamente al decreto che “impone l’utilizzo di pesticidi dannosi per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la salute umana. L’auspicio è che possa prevalere un approccio sostenibile nella gestione di parassiti e infestanti, orientato alla promozione di buone pratiche che valorizzino le risorse naturali locali e i processi biologici per ripristinare e migliorare la fertilità del suolo”.  Un’ulteriore preoccupazione per l’associazione ambientalista attiene alle aree naturali protette “che invece richiederebbero una maggiore tutela, vista la biodiversità di cui sono custodi”.

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