Positivo il 2,6 percento dei tamponi. Puglia efficace nel tracciamento dei contatti

Sono 43 i casi confermati dal bollettino epidemiologico, uno per la provincia di Lecce. Dal confronto dei dati di Protezione Civile e ministero un riconoscimento per le attività dei dipartimenti di prevenzione

LECCE – Meno positivi, ma anche meno tamponi e il risultato, sostanzialmente, non cambia: è il rapporto tra i due fattori, infatti, pari al 2,6 percento a suggerire di mantenere alta la guardia rispetto alla diffusione dell’epidemia di Sars CoV 2 in Puglia.

Il bollettino del 7 settembre riporta 43 nuovi casi confermati su 1.649 tamponi registrati (come al solito inferiore alla media settimanale perché riferito alle attività di laboratorio della domenica). I casi attualmente positivi sono ora 1.197. Un solo tampone è risultato positivo per quanto riguarda la provincia di Lecce, 22 quelli nel Barese, 14 in provincia di Foggia e 6 nella Bat. Due i decessi (Bari e Foggia) che portano a 565 il numero delle vittime. Undici in più i ricoverati (173), ma anche i guariti (4.137). In terapia intensiva i posti occupati sono sette, uno in meno rispetto a quanto riportato nel report precedente.

Tamponi: la stategia pugliese

Dalla comparazione dei dati ufficiali, aggiornati al 6 settembre (Protezione civile e ministero della Sanità, quotidianamente resi pubblici) emerge una leadership della Puglia per quanto riguarda l’efficacia dello screening e, più in generale, un quadro di quella che è stata la strategia seguita per i tamponi.

In una regione in cui l’epidemia ha colpito lo 0,14 percento della popolazione (5.856 casi accertati) e dove i singoli casi testati sono stati 231mila, pari al 5,6 percento dei residenti, quello positivi trovati con tracciamento e prevenzione sono stati 3.786 contro i 2.070 confermati con tamponi diagnostici, fatti cioè dopo il manifestarsi di sintomi.

Qui la tabella nazionale

In valore assoluto, per quanto riguarda i casi identificati con attività di screening, la Puglia è terza (9.288 per la Lombardia, 3.848 per il Veneto, regioni che però hanno avuto molti più casi – 101mila e 24mila - e quindi testato molti più cittadini – rispettivamente circa un milione nella prima e 643mila nella seconda) ma è prima in valori relativi: il 64,65 percento dei casi Covid è emerso con lo screening. In realtà è l’unica regione dove, preso il numero totale di casi confermati, più della metà è stato trovato con screening e non con tamponi diagnostici. La regione che più si avvicina al risultato pugliese è il Lazio, con il 43,13 percento.

Consulta il bollettino del 7 settembre

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