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Puglia, incidenza settimanale di nuovi casi in calo del 9 percento

Il bollettino regionale riferisce di 765 esiti positivi su 8.751 test. Prendendo spunto da uno studio sulla rivista medica "The Lancet", l'assessore Lopalco afferma: "Senza distanziamento arriva la terza ondata"

Andamento dei casi per data di prelievo (dal bollettino regionale).

LECCE - Sono 765 gli esiti positivi su 8751 test processati. Lo riporta il bollettino epidemiologico regionale che registra anche otto decessi.  Dei nuovi casi 75 sono associati alla provincia di Lecce, 332 a quella di Bari, 149 al Tarantino, 132 al Foggiano, 52 nella Bat e, infine, 28 in provincia di Brinidisi. 

Dal punto di vista dell'incidenza settimanale, considerato un parametro attendibile per inquadrare l'andamento dell'epidemia anche nei possibili sviluppi di breve periodo, in Puglia - regione rimasta in fascia arancione - il dato è di 153,5 casi ogni centomila abitanti a fronte di 168,7 della settimana precedente per una riduzione del 9 percento. Nel contesto della provincia di Lecce la riduzione percentuale dell'incidenza è del 30 percento: la media giornaliera dei nuovi casi nell'ultima settimana è stata di 76,2 contro la media di 108,7 durante quella precedente. 

L'incremento del dato dei guariti è stato di 566 unità, al di sotto della media di questa fase, e dunque il numero dei casi attuali nella regione è lievemente aumentato, portandosi da 51.075 a 51.266. In ospedale risultano rircoverati 1.596 pazienti, 12 in più del dato di ieri.

Immunità di gregge? Il caso di Manaus

Intanto Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore regionale alla Sanità, commentando uno studio scientifico pubblicato sull'autorevole rivista The Lancet si è detto propenso a credere che in presenza di un virus che muta le sue caratteristiche per adattarsi meglio all'organismo umano (cosa che riguarda in genere molti virus) non è possibile pensare a una immunità di gregge: il caso studiato da un pool di esperti è quello della grande città brasiliana di Manaus, in Brasile, dove, dopo una prima e forte ondata di infezioni, in molti ritenevano che la maggior parte della popolazione avesse raggiunto l'immunità. Invece, dopo l'allentamento delle misure di distanziamento in estate e il ripristino delle attività di aggregazione, il numero di casi gravi e di decessi con Covid, a un certo punto, ha ripreso vorticosamente a salire e per ora sembrano non bastare le misure imposte con un altro lockdown.

La spiegazione di questa recrudescenza, secondo gli autori dello studio, sarebbe in alcuni fattori tra cui la sensibile riduzione dell'immunità in chi era stato già colpito e, appunto, l'incindenza di alcune varianti. "Quello che può fare la scienza in questo momento - ha scritto l'epidemiologo - è monitorare attentamente la situazione e verificare se l'emergenza di nuove varianti può inficiare test o vaccinazioni". La conclusione di Lopalco è racchiusa in queste parole: "In pieno inverno, o siamo disposti a rinunciare alla socialità o dobbiamo accettare una nuova ondata. Tertium non datur". 

Leggi il bollettino regionale del 7 febbraio

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