Martedì, 3 Agosto 2021
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Pulizie nelle case vacanza, la denuncia: impera il lavoro nero, imprese verso la crisi

Un'azienda del settore lancia l'allarme: in larga parte la manodopera e i proprietari di immobili preferiscono le dinamiche del sommerso. E non dipenderebbe solo dal reddito di cittadinanza, ma anche dalla tendenza ad aggirare il vincolo dell'intermediazione immobiliare

LECCE – Oltre il 90 percento delle attività di pulizia nel settore della piccola ricettività turistica consisterebbe in lavoro nero. Così, una piaga già diffusa nella quotidianità dei lavori domestici assume una dimensione quasi totalizzante in un comparto ben specifico dell'accoglienza dei vacanzieri.

La denuncia, perentoria, arriva da una impresa – Kiklos srl, con sede legale a Matino - che lamenta una enorme difficoltà nel reperire manodopera pur garantendo i contratti previsti dalla legge. E che dunque rischia di dover portare i libri contabili in tribunale e di non poter onorare gli impegni assunti: per scongiurare queste ipotesi le imprese tendono a stringere accordi, per fare fronte comune.

La prima ragione a fondamento di questo "paradosso" starebbe nell’effetto deterrente rappresentato dal reddito di cittadinanza, creando così una sovrapposizione con la querelle – affrontata di recente – posta dai ristoratori rispetto all’impossibilità di reperire le figure necessarie alle mansioni di sala e di cucina (alla quale la segretaria confederale di Cgil ha replicato in maniera netta).

La seconda sarebbe la diffusione del lavoro irregolare, favorita dalla presenza sul territorio salentino di abitazioni che vengono date in locazione, anche per periodi brevissimi, aggirando le previsioni di legge: "Ci sono migliaia di immobili locati a uso turistico totalmente in nero in barba alla normativa della Regione Puglia che prevede tra l’altro la locazione occasionale e per un minimo di sette notti. Nella realtà le locazioni non avvengono occasionalmente ma in modo metodico e stagionale per periodi anche di una singola notte. Le prenotazioni di case vacanze arrivano dai grossi portali delle multinazionali che intermediano in maniera illegale violando la normativa sulla professione di agente immobiliare e o direttamente tramite le pubblicazioni sui vari social per il tramite di altri attori che arrotondano nel mondo dell’intermediazione".

Il combinato disposto di questi due fattori metterebbe dunque fuorigioco le imprese intenzionate a muoversi nella legalità. Le offerte di lavoro, infatti, rimbalzerebbero sistematicamente contro il rifiuto dei potenziali candidati di percepire un reddito che, se dichiarato, finirebbe per cozzare con la disciplina del reddito di cittadinanza, ma anche contro l’indisponibilità a essere collocati in una dimensione aziendale a causa di turni precisi che impedirebbero lo svolgimento della parte di lavoro in nero. Né sarebbe di alcun aiuto la tentata interlocuzione con gli uffici di collocamento: “Sono chiusi, i numeri di telefono ufficiali o inesistenti o con il telefono fuori servizio appositamente e il personale senza linee guida del governo”. Per contro "ogni giorno per le strade della provincia di Lecce numerose vetture con donne a bordo raggiungono le abitazioni private per interventi di pulizia in nero” è scritto nella lettera indirizzata al prefetto di Lecce.

Nella denuncia compare una stima che rende bene i termini economici della questione: una prestazione regolarmente soggetta a fattura per una casa con due camere, cucina e bagno, per due ore, costerebbe più del doppio dell’equivalente in nero, 80 euro contro poco più di 30, compreso il rimborso carburante: i proprietari di immobili scelgono dunque la strada più economica.

La richiesta che viene fatta al prefetto è dunque quella di procedere a un capillare controllo del territorio “affinché tale fenomeno possa essere quantomeno alleggerito per permetterci di recuperare la manodopera necessaria per rispettare gli impegni contrattuali presi e ottenere gli introiti utili per scongiurare la chiusura”. Nella denuncia si sollecitano le autorità a una verifica sistematica dei movimenti di denaro tramite carte prepagate e ricaricabili: seguire il denaro, del resto, era il metodo di Giovanni Falcone per combattere efficacemente la criminalità organizzata.

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