Quale futuro per Sgm? Salvemini: "Garantire qualità e livelli occupazionali"

La società andrà in liquidazione alla fine del 2020 e il Comune sta valutando le ipotesi per la futura gestione. Il sindaco: "L'obiettivo? Potenziare la mobilità pubblica"

Foto di repertorio

LECCE – Quali saranno le sorti di Sgm e dei suoi 160 dipendenti? Ne hanno discusso insieme il primo cittadino di Lecce e i sindacati allo scopo di fornire chiarimenti ai lavoratori che si erano detti preoccupati del silenzio dell'amministrazione pubblica. La durata della società è infatti fissata alla fine di dicembre 2020 e quindi andrà in liquidazione a quella data.

Entro la fine dell'anno quindi, così come prevedono le norme, il Comune dovrà decidere il futuro modello di gestione di servizi. L'obiettivo, ha precisato Salvemini, è il potenziamento della mobilità pubblica e la scelta del modello di governance “sarà quello capace di meglio garantire questi risultati insieme al mantenimento dei livelli occupazionali”.

“La più grande novità rispetto al passato non sarà tanto stabilire se Lecce intende affidare i servizi della mobilità ad una società in house a totale capitale pubblico; o ad una società mista, attraverso individuazione di un nuovo socio privato – ha aggiunto il sindaco - quanto la regia pubblica della gestione sociale, quella che è mancata negli anni passati dove l'attenzione alla qualità dei servizi è stata ritenuta meno importate degli utili societari. Lo stato di salute di una società della mobilità, infatti, non è solo il risultato d'esercizio quanto l'offerta di trasporto pubblico che si è capaci di garantire alla cittadinanza, il numero di passeggeri che si è capaci di fare salire sui bus, la capacità di migliore il rapporto tra costo del servizio e ricavi delle prestazioni. Obiettivi che possono essere raggiunti senza rinunciare gestione efficaci, economiche, virtuose”.

Per quanto non vi sia ancora nessun atto di indirizzo del Consiglio comunale in materia, dalla riunione sono emerse tre opzioni per la gestione dei servizi dal 2021: una gara, di evidenza pubblica, per l'intero comparto del trasporto pubblico locale, e un'altra gara per la gestione della sosta. Tuttavia, a causa dei margini di ricavo piuttosto bassi, i soggetti privati potrebbero non ritenere appetibile la prima gara.

La seconda ipotesi è quella della costituzione di una società in house, controllata al 100 percento dal Comune. Ma anche in questo caso ci potrebbero essere degli ostacoli poiché gli amministratori pubblici, a detta di Faisa Cisal, non possiederebbero tutte le competenze e le conoscenze tecniche del caso.  

La terza ipotesi è la costituzione di una società che possieda meno del 30 percento delle quote private, da affidare mediante gara “a doppio oggetto”: e a detta del sindacato sarebbe questa la tipologia di gestione verso la quale il sindaco si starebbe orientando.

Intanto, ricorda il sindacato, il sistema di trasporto pubblico e in particolare le aree di sosta saranno soggette a una vera rivoluzione grazie all'apertura del parcheggio nell'area ex Enel e con il ribaltamento della stazione ferroviaria.

La Regione Puglia è peraltro pronta a finanziare un milione di chilometri aggiuntivi come cosiddetti servizi minimi finanziati di trasporto pubblico.

“Unica nota dolente – insiste il sindacato- è l’intenzione di non affidare alla nuova società i settori della rimozione, della custodia giudiziaria, della manutenzione semaforica e della segnaletica: settori che verranno assegnati separatamente, mediante gare distinte”.

“Sul piano operativo, rivelatasi impraticabile l’ipotesi del suburbano tra Lecce e gli altri 11 comuni dell’hinterland, il sindaco ha assicurato che gli organi comunali preposti, sia pure nella complessità della materia, sono al lavoro per portare all’attenzione del Consiglio comunale l’argomento”, hanno concluso i segretari di Faisa Cisal che si sono detti soddisfatti dell'esito dell'incontro.

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