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Quando riapriranno le terme di Santa Cesarea? Dubbi e disagi per i lavoratori

I dipendenti, che reclamano il pagamento di due stipendi arretrati, hanno manifestato in prefettura. I sindacati hanno sollecitato un incontro istituzionale: "Le nostre richieste sono rimaste inevase. Siamo al limite"

In foto: la protesta davanti alla prefettura

LECCE – Senza retribuzione, senza risposte e senza certezze sul futuro occupazionale. Per risolvere l'impasse della vertenza delle Terme di Santa Cesarea, che tocca direttamente 112 famiglie, i sindacati hanno di nuovo scelto la strada della protesta.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiamato a raccolta i dipendenti della spa che gestisce le terme per dar vita a un sit-in davanti alla prefettura del capoluogo.

La vicenda presenta diverse facce. Sul versante economico, i lavoratori lamentano la mancata retribuzione di due mensilità che si aggiungono ai pagamenti parziali delle 13esime e delle 14esime.

“L'azienda nell'ultimo anno, con l'emergenza covid, ha registrato perdite di fatturato nel settore benessere e nel comparto delle cure termali. La crisi di liquidità ha determinato il mancato pagamento degli stipendi”, ha spiegato Mirko Moscaggiuri di Filcams Cgil.

I dipendenti hanno usufruito, nel frattempo della cassa integrazione in deroga che dovrebbe essere rinnovata.

Ma su tutto campeggia un grande punto interrogativo: il sito termale riaprirà i battenti la prossima estate? E quali sono le prospettive occupazionali per i dipendenti?

I tre sindacati di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) hanno chiesto lumi ai soggetti istituzionali coinvolti nella vertenza: quindi al governatore Michele Emiliano, all’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, al sindaco di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve ed al direttore di Terme Santa Cesarea spa, Rocco Bleve.

Le diverse richieste di un incontro formale sono però cadute nel vuoto.

“Resta da capire quale siano le intenzioni del socio di maggioranza, la Regione Puglia, che sembrerebbe essere orientato a cedere le proprie quote”, ha sottolineato Antonio Palermo di Uiltucs Uil.

“Chiedeermo al prefetto di convocare un incontro con tutte le rappresentanze istituzionali ma la protesta non finirà qui. Continueremo finché non otteremo risposte adeguate e una totale assuzione di responsabilità riguardo alla ripartenza del sito termale”, ha aggiunto Carmela Tarantini di Fisascat Cisl.

“Ci rivolgeremo al prefetto Maria Rosa Trio per sapere se negli atti di società, Comune e Regione ci sia traccia di incontri, di convocazioni di Cda, di delibere con disposizioni economiche in favore dei lavoratori – hanno precisato i tre sindacalisti -. E vorremmo anche sapere se, come promesso, la Asl di Lecce abbia anticipato le somme dovute per le cure erogate in convenzione con il Sistema sanitario nel 2020”.

“Non c'è più tempo, i lavoratori sono allo stremo, sono stanchi e tirano avanti nella completa incertezza del futuro”, hanno concluso i tre esponenti sindacali.

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