Al Quarto Circolo scatta la Dad. Il sindaco: "Rinunciare alla tradizione di San Martino"

La positività di un alunno porta alle misure preventive. Intanto Salvemini raccomanda di evitare cene conviviali, come abitudine dell'11 novembre. La preoccupazione di Potì a Melendugno e Torsello ad Alessano

LECCE – Con il passare dei giorni, i provvedimenti di sospensione delle attività in presenza negli istituti scolastici della provincia si susseguono: poco prima della mezzanotte, la dirigente scolastica del Quarto Circolo “Sigismondo Castromediano” di Lecce ha disposto le chiusure di tutti i plessi afferenti – via Cantobelli, via Valzani e via Romagna – dopo aver appreso della positività di un alunno della scuola primaria. Le aule dunque, anche della scuola d’infanzia, resteranno vuote per il resto della settimana, in attesa di ulteriori disposizioni e delle attività di tracciamento del Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl. 

Nella fase attuale la provincia di Lecce si trova a dover affrontare l’epidemia come mai era accaduto nei mesi trascorsi. Un territorio appena sfiorato dalla prima ondata, adesso si trova ad attraversare un passaggio diverso, da monitorare con grande attenzione per scongiurare scenari epidemiologici che in altre parti del Paese e nella stessa Regione Puglia stanno costringendo la sanità a una guerra di trincea.

Il sindaco della città capoluogo, Carlo Salvemini, ha rivolto questa mattina un appello perché i leccesi rinuncino alla convivialità, anche se a ranghi ridotti, tipica del giorno di San Martino, tradizionalmente dedicata al “debutto” del vino novello: “Ogni riunione in luogo chiuso di più persone appartenenti a diversi nuclei familiari - che sia di lavoro o di svago - è considerata causa primaria di trasmissione del contagio ed innesco di potenziali focolai di infezione. È il motivo che costringe tutte le attività di ristorazione a stare purtroppo chiuse. A impedire incontri di lavoro in presenza di più persone negli uffici pubblici e privati. A tenere lontani molti dei nostri studenti dalle lezioni in classe”. 

Il sindaco di Lecce ha concluso il suo messaggio precisandone i contorni: “Non considerate queste mie parole una inaccettabile intrusione nella vostra sfera privata. Nessuno busserà alle porte di casa per controllare se state festeggiando con gli amici. È semplicemente una raccomandazione fondamentale per tutelare la nostra salute nel vivo di una emergenza sanitaria. Solo riducendo al massimo la socialità rallentiamo la folle corsa di questo maledetto virus”.

La diffusione dei casi di positività ha oramai interessato tutta la provincia, contrariamente a quanto avvenuto in primavera, ma alcuni comuni vivono un periodo di maggiore preoccupazione rispetto ad altri. I sindaci cercano di tenere il punto, rinnovando ogni volta gli appelli alla responsabilità. A Melendugno (comprese frazioni e marine) i casi attivi sono 30 e si attendono gli esiti di altri tamponi: “Rispetto alla precedente comunicazione del 6 novembre 2020, registriamo quindi un raddoppio dei casi positivi in soli 4 giorni – ha commentato il sindaco, Marco Potì -. La situazione generale è molto delicata e complessa, anche per l’effettuazione, in modo privato, da parte di numerosi cittadini di tamponi rapidi presso vari laboratori. Confermiamo quindi la nostra forte preoccupazione per l’aumento rapido della diffusione del contagio nelle nostre comunità, analogamente, purtroppo, a ciò che avviene in altri centri del Salento e della Puglia. La Polizia Municipale sarà particolarmente attenta e severa nel caso vengano rilevate infrazioni e non rispetto delle misure impartite: sono stati già emessi verbali per chi non indossa la mascherina o non rispetta l’obbligo di distanziamento”.

Fino a tempi molto recenti senza mai un caso accertato, anche ad Alessano l’attenzione delle istituzioni locali e sanitarie è massima, come conferma una nota di Francesca Torsello, la prima cittadina: “Comunico che al momento ci sono sei ulteriori positività accertate anche se non ancora ufficialmente comunicate dalla Asl e 13 cittadini formalmente in isolamento domiciliare (ma di fatto ve ne sono di più che stanno osservando una quarantena volontaria); per altre persone sintomatiche si stanno eseguendo gli accertamenti di rito. Questo è il quadro odierno, che è quindi in fase di definizione e che abbiamo ricostruito dopo un'intera giornata di colloqui con le autorità sanitarie e i nostri medici di famiglia, che ringrazio e con i quali ho fissato una riunione per domani per definire le prossime iniziative e le condotte che andranno adottate alla luce della nuova situazione”.

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