Quasi 200 verbali in due mesi per abbandono dei rifiuti: foto-trappole ok

L'assessorato all'Ambiente ha comunicato i dati relativi ad agosto e settembre. Elevate sanzioni per un totale di oltre 80mila euro. I dispositivi, ad alta precisione, funzionano giorno e notte

LECCE – Nei mesi di agosto e settembre sono state 184 le violazioni in tema di abbandono dei rifiuti documentate con le foto-trappole posizionate nelle campagne che fanno parte del territorio di Lecce e sulle strade extraurbane. Nello specifico si tratta di 74 verbali riferiti ad agosto e 110 a settembre per un totale di poco più di 86mila euro di sanzioni.

Le aree da monitorare sono individuate, di volta in volta, dopo i sopralluoghi dell’Ufficio Ambiente del Comune di Lecce, le segnalazioni della Monteco, ditta incaricata del servizio di raccolta e igiene urbana, e degli stessi cittadini presso il front office dell’ufficio comunale (raggiungibile al numero 0832 682583 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13).

“L’attività repressiva di un fenomeno così degradante non conosce sosta – dichiara l’assessora all’Ambiente Angela Valli – si intensifica, anzi, grazie ai maggiori strumenti a disposizione degli uffici. Invito quanti tra i cittadini non l’avessero ancora fatto a informarsi sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti: c’è una soluzione per ogni genere di rifiuto e semplicemente contattando Monteco o il nostro Front Office Ambiente possiamo risolverlo. Certamente accanto alla repressione continua il nostro lavoro di accertamento della corretta contribuzione Tari e di lotta all’evasione nei quartieri della città. Un impegno a tutela del decoro della città e della salute di tutti noi”.

Di recente l’assessora aveva annunciato una stretta anche per quanto riguarda il conferimento improprio di sacchetti di rifiuti prodotti in casa nei cestini pubblici posizionati sui marciapiedi: una prassi imputabile in gran parte a coloro che evadono la tassa sui rifiuti (sono comunque già previste esenzioni totali e parziali per nuclei familiari al di sotto di una certa condizione economica) e che quindi non sono dotati dei kit domestico per la raccolta dei rifiuti. In alcuni casi si tratta di persone a cui, semplicemente, non va di fare la raccolta differenziata.

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