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Sabato, 25 Giugno 2022
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Statua di Sant'Oronzo: raccolti i 200mila euro necessari per la copia

Partita ufficialmente il 26 marzo, la raccolta di donazioni è stata promossa con l'Art Bonus che consente il credito d'imposta. Dal sindaco e dal vescovo un sentito ringraziamento a tutti i donatori. Si punta alla ricollocazione sulla colonna per la festa patronale del 2023

LECCE - Con la donazione di oltre 13mila euro della Titre, studio di architettura e design, è stato centrato l'obiettivo fissato in 200mila euro, quelli necessari per la realizzazione della copia della statua di Sant'Oronzo da collocare sulla colonna. L'originale, sottoposta a meticoloso restauro, non potrà più essere esposta agli agenti atmosferici. 

Il Comune di Lecce e l'arcidiocesi avevano chiamato a raccolta cittadini e aziende una volta acquisito il preventivo della Fonderia Nolana Del Giudice che tiene conto anche dei rincari sul prezzo delle materie prime e di tutte le operazioni logistiche. La copia sarà realizzata in getto di bronzo con il metodo della fusione a cera persa dopo che il progetto tecnico sarà stato definitivamente approvato dalla Soprintendenza. 

Quella della Titre Srl è stata la terza donazione per entità dopo quella di 100mila euro della Banca Popolare Pugliese e quella di 70mila della Edilltunnel spa. Ad oggi (ore 13.45) sono state 75 le donazioni fatte, come si evince dalla pagina ufficiale della raccolta. Va precisato che la raccolta resta aperta: ulteriori somme potranno essere utilizzate per integrazioni del progetto.

“Voglio ringraziare tutti i cittadini, gli istituti bancari, le imprese, le agenzie, le associazioni di categoria che hanno scelto volontariamente di contribuire alla raccolta – ha dichiara il sindaco, Carlo Salvemini - da chi ha donato 5, 10, 50 euro alle organizzazioni che hanno donato somme importanti, fondamentali per raggiungere l’obiettivo in così breve tempo. Abbiamo scelto volutamente, con il nostro arcivescovo Michele Seccia, di affidare alla devozione, al senso di appartenenza, alla libera volontà del singolo, questa iniziativa, che ripercorre gli echi della prima costruzione – secoli fa – della statua, anch’essa, si racconta, sostenuta dal popolo leccese. Presto l’aspetto della nostra piazza tornerà ad essere il consueto, con il santo patrono sulla colonna. E la statua originale accessibile non solo alla vista ma anche alle visite da parte di leccesi e turisti. Tutto grazie alla buona volontà e alla generosità dei cittadini. A cui va, da sindaco, il mio ringraziamento”.

“Sono passati pochi giorni dal mio ultimo appello affidato a un quotidiano locale - ha agigunto l’arcivescovo Michele Seccia - e oggi sono qui insieme con il primo cittadino a manifestare la mia gioiosa gratitudine e il mio sincero plauso alle aziende e a tutti i cittadini che hanno voluto offrire il loro sostegno al raggiungimento di un traguardo desiderato da tutti: segno di amore e di devozione verso il nostro santo patrono in questo anno speciale a lui dedicato nel ricordo dei duemila anni dalla sua nascita. Nutro la speranza di poter benedire la nuova statua in occasione della festa di Sant’Oronzo del 2023 e applaudire con la città e la Chiesa locale il ritorno sulla colonna della piazza”.

Era il 30 gennaio del 2019 quando la statua venne rimossa dalla colonna e collocata nell'androne di Palazzo Carafa, luogo individuato per le operazioni di restauro affidati alla ditta Colaci Emilio di Alessano. Durante i complessi lavori di recupero è emersa la grave compromissione della struttura lignea interna e del rivestimento esterno in rame e questa constatazione ha portato a escludere il riposizionamento sulla colonna. La Soprintendenza ha poi dato il proprio necessario parere perché venisse realizzata una copia e l'orgininale destinata a un sito espositivo che sarà individuato da tutti e tre gli enti coinvolti (Comune, curia, Sorprintendenza). 

Parallelamente il Comune ha coinvolto dil Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università del Salento (direttore Raffaele Casciaro) per la scansione a tre dimensione della statua, alta 5 metri e 10 centimetri, e la scelta delle modalità di riproduzione più appropriate: diverse ipotesi sono state avanzate e numerosi sono stati i preventivi richiesti a istituti specializzati e aziende del settore, fino alla scelta della proposta presentata dalla Fonderia Nolana Del Giudice.

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