menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto di repertorio

Foto di repertorio

Rata Imu invariata a Lecce. Uil: "Preferibile il rinvio dei pagamenti"

Entro il 16 giugno bisognerà versare 621 euro per la seconda casa. Il sindacato polemizza: "Vista l'emergenza, avremmo preferito che il governo avesse congelato la rata"

LECCE – La rata da versare per l'Imu nel capoluogo resta invariata rispetto al 2019: entro il 16 giugno toccherà versare 621 euro di tasse per la seconda casa, mentre la spesa media nazionale è di poco inferiore e pari a 535 euro.

Il costo totale annuo della nuova Imu per le famiglie leccesi, al saldo del prossimo dicembre, sarà quindi di mille e 242 euro, superiore di 172 euro rispetto all’esborso medio nazionale, pari a poco più di mille euro.

La spesa risulta, peraltro, la più bassa in Puglia: a Bari, infatti, spenderanno in media mille e 702 euro (851 euro per la rata di giugno), a Brindisi mille e 344 euro (672 euro la prima rata), a Taranto mille e 289 euro (645 euro la prima rata) e a Foggia mille e 487 euro (744 euro la prima rata).

È questo il dato che emerge dal rapporto Imu 2020, elaborato dal servizio lavoro della Uil nazionale.

“Anche se gli importi sono gli stessi del 2019 – commenta Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce - avremmo preferito che sull’Imu il governo avesse proceduto con il rinvio del pagamento dell’imposta per tutti i Comuni visto che solo alcuni, ad oggi, hanno prorogato la scadenza”.

Un monito che deriva, chiaramente, dalle difficoltà economiche incontrate da lavoratori e famiglie in seguito alle chiusure delle attività disposte per l'emergenza sanitaria.

“Sarebbe stato sicuramente utile dare più respiro ai contribuenti, pur comprendendo l’esigenza di non privare i Comuni di una liquidità importante per erogare servizi essenziali che, mai come in questo momento, sono fondamentali”, sostiene Giannetto.

Sempre secondo lo studio Uil, a Lecce si verserà in media mille 701 euro per l’acconto Imu sulle prime case di lusso (abitazioni signorili, ville, castelli), contro un costo medio nazionale di 1.305 euro.

Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie), invece, pagherà in media 60 euro (35 per la cantina e 85 per box-posto auto).

Anche in quest’ultimo caso, la spesa nel capoluogo salentino risulta superiore rispetto alla media nazionale che è pari a 55 euro, ma è la più bassa fra i capoluoghi di provincia pugliesi: a Bari si pagherà in media 87 euro, a Brindisi 58 euro, a Foggia 71 euro, a Taranto 61 euro.

Per quanto riguarda l’aliquota sulle seconde case, a Lecce, come a Massa e Venezia è all’11 per mille.

“Come sindacato – sottolinea il segretario Uil - abbiamo condiviso nella scorsa Legge di Bilancio la semplificazione delle tasse comunali sugli immobili con l’eliminazione della Tasi, ma crediamo sia giunto il momento, all’interno della riforma fiscale, di rimettere mano all’autonomia impositiva di Regioni, Province e Comuni. Al tempo stesso riteniamo necessaria la riforma del catasto per riportare equità nella tassazione sul mattone e, ovviamente, un potenziamento della lotta all’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Salento da zona gialla: 81 nuovi casi ogni 100mila abitanti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento