Domenica, 13 Giugno 2021
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Il recupero della facciata della basilica come modello da esportare

Il progetto di restauro che per due anni ha interessato Santa Croce è tra i finalisti, unico italiano, di un premio europeo

LECCE – Il restauro della facciata della basilica di Santa Croce di Lecce è un modello da replicare in altri luoghi per due motivi essenziali: per il metodo interdisciplinare e innovativo seguito e per il coinvolgimento della comunità locale e dei turisti, che hanno potuto seguire le operazioni in corso attraverso un percorso guidato e protetto.

Il progetto è stato selezionato, unico in Italia, tra i nove che si contenderanno, nella categoria “Patrimonio culturale come risorsa per l’innovazione”, i premi speciali Ilucidare2021, finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea.

Il restauro è stato coordinato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori, insieme all’Arcidiocesi di Lecce, con interventi della ditta Nicolì Spa e fondi dell’Unione Europea (attraverso la Regione Puglia a valere sul fondo per lo Sviluppo e Coesione sociale 2007-2013 e del ministero della Cultura. Gli interventi sono stati realizzati dalla ditta Nicolì Spa.

Qui il video della partecipazione al premio

La storia di questo recupero inizia dieci anni addietro – nel maggio del 2011 - quando, dopo una serie di distacchi di piccole parti dalla facciata, i vigili del fuoco fotografarono i dettagli della facciata da posizione estremamente ravvicinata, grazie a teleobiettivi, per fornire agli esperti materiali per una valutazione attendibile. Nell’autunno di quello stesso anno si tenne un primo tavolo tra enti locali (Comune e Provincia), Soprintendenza, curia e Regione Puglia per individuare i migliori canali di finanziamento.

Un primo cantiere, per interventi di somma urgenza, comportò, insieme alla messa in sicurezza, l’allestimento di alcuni ponteggi per garantire la fruizione della basilica ma solo nel 2015 vennero stanziati 2 milioni di euro da parte della Regione grazie alla redistribuzione delle risorse allora residue dei fondi europei.

Il restauro vero e proprio, terminato nel luglio del 2019, è durato circa due anni e ha riguardato, oltre alla facciata esterna, anche alcuni altari e paramenti murari, la torre campanaria, il recupero delle coperture e il rifacimento dell’impianto di illuminazione interno. In questa fase la possibilità di visitare il cantiere, accedendo ai ponteggi da un ascensore esterno, è stata colta da tanti curiosi e appassionati. L’illuminazione della facciata, invece, è stata portata a termine nel dicembre del 2020 grazie a un progetto realizzato e finanziato da Enel X (oneri di manutenzione ed esercizio a carico del Comune di Lecce).

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