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Regione ai medici di base: "Uno sforzo intenso per i vaccini a domicilio"

Confronto in video tra Emiliano e Lopalco e circa 300 professionisti delle province di Lecce, Brindisi e Bat. Appello alla coesione: "Le aspettative dei cittadini devono essere assolutamente soddisfatte"

LECCE – Un significativo passo in avanti in termini di efficienza e rapidità sul fronte della campagna vaccinale è atteso dopo il confronto odierno tra la Regione Puglia e i medici di base delle province di Lecce, Brindisi e Bat (domani è in programma un secondo “faccia a faccia” per le restanti province).

Le parti da tempo hanno aperto una sorta di trattativa e hanno siglato anche una intesa all’inizio di marzo che però non ha sciolto una serie di nodi importanti, dalla disponibilità delle forniture alla scarsa integrazione tra medicina generale e servizio sanitario, con difficoltà di dialogo, diffidenze e rivendicazioni, alcune delle quali, a dirla tutta, anche poco comprensibili data la delicatezza del momento storico.

Il ricorso ai toni della diplomazia fa comprendere come non possa essere questo il momento delle contrapposizioni. Necessario, invece, avviare con sistematicità la campagna di vaccinazione a domicilio per le persone che ne fanno richiesta. “Grazie per tutto quello che avete fatto durante questo anno terribile - ha esordito il presidente della Regione, Michele Emiliano, rivolgendosi ai medici -. La campagna vaccinale della Puglia cammina anche e soprattutto sulle vostre gambe, sulle gambe dei 4mila medici di medicina generale. Se ci sono problemi, vanno affrontati, perché in questo momento abbiamo bisogno di combattere insieme. Per accelerare la campagna vaccinale serve il contributo fondamentale, diagnostico e di vicinanza, dei medici di base che meglio di noi riconoscono le fragilità dei propri assistiti. Serve uno sforzo intenso anche per le vaccinazioni a domicilio dove le aspettative devono essere assolutamente soddisfatte. Questo è il momento per essere in sintonia, per saldare tutto il sistema della medicina territoriale al resto del sistema sanitario, cioè sia agli ospedali che alle Asl. Occorre azzerare le distanze con le Asl e aggiustare giorno per giorno tutto ciò che ci impedisce di dare risposte ai nostri concittadini”.

Un appello alla coesione è venuto anche dall’assessore regionale alla Salute, Pier Luigi Lopalco: “Dobbiamo essere uniti – ha detto Lopalco – e ricordarci sempre che il paziente che vacciniamo è un paziente a cui salviamo la vita. Il vostro è un apporto fondamentale nella campagna vaccinale che purtroppo ha avuto un collo di bottiglia, rappresentato dalla mancanza di vaccini, in particolare il Moderna, tenendo che i medici di medicina generale possono richiedere e utilizzare anche Astrazeneca o Pfizer. Questa possibilità di richiedere vaccini differenti sarà facilitata moltodalle modalità di distribuzione affidate alle farmacie di prossimità. Inoltre i medici di medicina generale possono considerare anche l’ipotesi di utilizzare, anziché i propri studi professionali, i diversi hub disponibili sul territorio, previa prenotazione. E comunque vaccinate il più possibile, vaccinate tutti e sburocratizzate la vaccinazione, nel senso che siete voi i medici quindi vaccinate chi ritenete ne abbia più bisogno. È un invito che voglio fare ai medici perché, ripeto, ogni vaccino salva una vita”.

Hanno partecipato al confronto anche i direttori generali delle Asl interessate e i presidenti dell’Ordine dei medici, tra cui Donato De Giorgi per la provincia di Lecce che ha dichiarato la disponibilità a partire nonostante la carenza di dosi e i problemi di organizzazione e di comunicazione.

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