Registrati tamponi dei giorni scorsi: l'anomalia del dato della Puglia

Di oltre 1.163 test positivi, oltre 700 sono riferiti alla provincia di Bari, ma le autorità sanitarie spiegano il perché. Nel Leccese 45 i nuovi casi confermati. I sindaci del territorio in allerta

I dati principali del bollettino regionale del 3 novembre.

LECCE – Un dato pesantissimo ha fatto tremare i polsi: 716 nuovi casi confermati solo in provincia di Bari, su 1.163 totali e 5.955 tamponi effettuati. I numeri riportati nella parte alta del bollettino regionale odierno, per fortuna, sono stati subito “ridimensionati” dalle dichiarazioni in calce: “Il dato della Asl Bari – ha spiegato il direttore generale, Antonio Sanguedolce - risente del recupero di numerose schede non inserite negli ultimi giorni nei sistemi informatici ed è stato riallineato nella giornata di oggi”.

Nel resto della regione, del resto, la distribuzione è stata in linea con gli ultimi giorni: 45 i casi di Covid-19 nel Leccese, 61 in provincia di Brindisi, 101, in provincia di Taranto, 117 nella Bat, 115 in provincia di Foggia. “Quello di oggi – ha aggiunto Pier Luigi Lopalco, assessore alle Politiche della Salute - non rappresenta un picco, perché centinaia di casi riportati nel bollettino si riferiscono a positività emerse nel corso degli ultimi giorni e immesse oggi nel sistema”.

Gli altri dati

I decessi sono stati dodici, di cui undici nel Foggiano e uno nella Bat: l’indice di letalità in Puglia è del 3,6 percento. Un mese addietro era del 7,4 percento, due mesi addietro del 10 percento. Si amplia, in altre parole, la forbice tra la velocità di diffusione dell’epidemia - a oggi i casi totali in Puglia sono 21.091 - e la progressione dei decessi, in tutto 753. Il divario si spiega con la possibilità di garantire cure adeguate, che nei mesi sono diventate più mirate, e con la maggiore attenzione che solitamente si riserva verso i più anziani, attraverso il rispetto del distanziamento fisico e l'uso dei dispositivi, ma è chiaro che questo discorso sta in piedi fino a che regge il sistema sanitario nel suo complesso. E da questo punto di vista i segnali di allarme sono partiti.

I pazienti ricoverati sono 844 (+ 51 rispetto a ieri); in terapia intensiva ci sono 94 persone, mentre quasi il 94 percento dei 13.525 casi attuali si trova in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’epidemia la provincia con la maggiore incidenza è quella di Foggia con 792 casi ogni 100mila abitanti; quella meno colpita è la provincia di Lecce con 188 casi ogni 100mila residenti mentre la media regionale è di 525. L’incremento del numero dei guariti è di 194 unità, per un totale di 6813.

Sindaci in allerta

Fatta l’indispensabile premessa sull’anomalia del dato odierno, la conseguenza è, però altrettanto chiara: non sono casi inventati, ma sono esiti di tamponi positivi che vanno solo spalmati su più giorni. In altre parole l’epidemia circola, anche tanto in alcune zone della regione, e non è un caso che la Puglia potrebbe ricadere nell’ambito di quelle sottoposte alle maggiori restrizioni: in serata sarà annunciato in via definitiva il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.

Certo è che le amministrazioni locali sono consapevoli del cambio di fase in corso. Il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha comunicato quanto segue ai suoi concittadini: "Ora anche nella nostra città ci sono casi positivi: il numero comunicatomi dall’Asl è pari a 13, ma non si può parlare di un vero e proprio focolaio. Cinque dei positivi non sono gallipolini ma hanno svolto il test qui nel territorio perché domiciliati o di passaggio, una parte degli altri sono da riferirsi a gallipolini che si trovavano fuori regione in quanto studenti o lavoratori. Si tratta quindi di un insieme di casi singoli che non ci deve far abbassare la guardia, assolutamente".

La chiosa è una diretta raccomandazione alla prudenza: “È un virus che non fa differenze, può colpire tutti. Vi chiedo perciò di limitare le uscite non indispensabili, di usare sempre la mascherina e rispettare il distanziamento. Inoltre, tutti coloro che al momento sono fuori, una volta rientrati, sono tenuti a fare il tampone e a non avere contatti fino a quando non si è certi di essere negativi. A Gallipoli la situazione è sotto controllo ma è una responsabilità di tutti”.

Medesimo invito è arrivato dal primo cittadino di Casarano, Ottavio De Nuzzo. Nel suo comune sono cinque le persone in isolamento perché positive, altrettante che attendono l’esito e una trentina risultate negative ma ancora in isolamento fiduciario. Intanto a Taurisano si procede con l'allestimento di una struttura provvisoria nella quale fare lo screening della popolazione: nel centro del basso Salento si è sviluppato, infatti, nei giorni scorsi un focolaio che ha portato all'accertamento, per il momento, di oltre 40 positivi.

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