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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Ztl, malumori sparsi. La direzione, dunque, è quella giusta

Le proteste di queste settimane per il nuovo regolamento di accesso al centro storico sembrano seguire un solco noto. Quando si decise di pedonalizzare piazza Sant'Oronzo si scatenò il putiferio, ma nessuno oggi tornerebbe indietro

LECCE - Quando un provvedimento crea dei malumori trasversali, mettendo insieme sul fronte del no esponenti di categorie tradizionalmente portatrici di istanze diverse, è molto probabile che vada nella direzione giusta, quella di misurare le esigenze e di armoninzzarle in un quadro di interesse pubblico, che non è la somma di quelli privati.

La vicenda del nuovo regolamento della Zona a traffico limitato di Lecce ben si presta a questo ragionamento. Non c'è nulla che già non si sia visto in passato, in occasioni analoghe. Ogni volta che si è intervenuti con nuove regole o con modifiche di quelle esistenti, infatti, apriti cielo: il commerciante che lamenta la difficoltà del cliente nell'arrivare davanti alla porta d'ingresso dell'attività, il residente che ritiene una violazione di un diritto elementare il tetto massimo di due pass per famiglia perché possiede molte più auto e non sa dove metterle. Sono tante le sfaccettature del malcontento e, a dire il vero, per nulla originali.

Quando si decise di pedonalizzare piazza Sant'Oronzo, lo ricorderanno i lettori più adulti, vennero invocate le barricate e non si parlava d'altro in città. Nel medio periodo, però, gli stessi che allora protestarono in maniera vibrante hanno potuto beneficiare in termini economici della migliore vivibilità della zona che si presenta in una maniera consona a una città di arte e di turismo. Dirlo oggi è facile, scontato.

Di tempo da allora ne è trascorso, eppure quella lezione non ha convinto tutti, soprattutto alcuni tra coloro che pensano che la proprietà di un immobile (residenziale o commerciale) equivalga a una sorta di diritto di prelazione sulle sorti del centro storico che, invece, appartiene alla comunità tutta. L'estensione della Ztl da 9 a 18 ore al giorno (feriale), che è la più significativa novità nel nuovo regolamento, è stata dunque interpretata come una vessazione di tipo idelogico. Per quanto si possano trovare aspetti migliorabili, tuttavia, si tratta con tutta evidenza di una decisione coerente con la vocazione turistica di Lecce ma anche con la necessità di condizioni di maggiore vivibilità (nell'interesse soprattutto di chi ci vive e di chi ci lavora).

Una decisione a dirla tutta necessaria, anzi, rinviata così a lungo che gli equilibri in alcune aree della parte antica della città sono divenuti molto fragili: negli ultimi venti anni il centro storico è come diventato un buco nero che risucchia tutto quanto viene da altri quartieri e comuni. Eppure è uno spazio delimitato, che non può tollerare più di tanto il carico antropico (e ancor meno veicolare). Il suo battito cardiaco deve essere normalizzato, altrimenti il sistema collassa.

L'adozione di provvedimenti più selettivi e restrittivi è quindi, probabilmente, il passo ulteriore da fare: appare necessario impedire l'assalto indiscriminato alle viuzze del centro da parte di moto di grossa cilindata e vespette, magari con marmitte alterate, considerato che i veicoli a due ruote in pratica godono di estesa immunità; aumentare le risorse umane necessarie a efficienti e non sporadici controlli; verificare periodicamente la corrispondenza tra le nuove autorizzazioni concesse per transito e sosta (i vecchi pass tra una settimana saranno decaduti) e l'effettivo uso che se ne fa (fatta la legge, trovato l'inganno). Tutto questo senza snobbare le critiche e rifiutare le argomentazioni costruttive, ma con la consapevolezza di non poter nemmeno rimanere prigionieri del rumore di turno.

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