Regole allentate e comportamenti rischiosi: sulla prudenza non c’è divisione politica

Il sindaco, che per settimane ha lodato i suoi concittadini durante il lockdown, ha usato oggi un tono molto severo: "Così non va". Concorda Erio Congedo mentre Alfredo Prete è preoccupato per un eventuale nuovo stop

LECCE – Dopo aver più volte lodato i suoi concittadini per la disciplina mostrata nel rispetto delle misure restrittive per contenere l’epidemia di Covid-19 nella prima fase, il sindaco di Lecce non ha esitato a usare toni forti appena due giorni dopo l’allentamento del lockdown.

“Così non va – ha scritto in un post Carlo Salvemini -. ve lo dico senza diplomazie così è più chiaro. Come più volte detto, da lunedì 4 maggio non siamo tornati alla vecchia normalità, alle care abitudini, ai vecchi riti. Da lunedì ci dobbiamo abituare ad una nuova normalità, che impone comportamenti e scelte cui non siamo abituati. Uscire da casa solo se necessario e per i motivi autorizzati. Non inventarsi ragioni per farlo, perché già ce ne sono tanti. Osservare distanze di sicurezza, indossare mascherine, evitare assembramenti”.

Il rischio di una seconda ondata di contagi che possa questa volta davvero dilagare in Puglia è ben presente agli amministratori locali e alle autorità sanitarie. E delle conseguenze che si innescando quando il Covid-19 trova terreno fertile in una comunità Salvemini oggi ne ha discusso con Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo, città simbolo della prima fase emergenziale.

Troppi i comportamenti superficiali notati in giro: la possibilità di prendere un caffè da asporto, per esempio, non significa poterlo consumare davanti al bar con un gruppo di amici. E questo è solo un esempio: “Sono piaceri che non possiamo ancora consentirci. Ricordiamoci che ci sono migliaia di leccesi cui è impedito di tornare a lavoro e soffrono; ci sono migliaia di medici e infermieri sempre protetti da tute, occhiali, guanti e mascherine che ogni giorno negli ospedali rischiano la vita; le scuole saranno chiuse fino a settembre. E non per gioco, ma perché siamo ancora dentro un’epidemia pericolosa che ci ha addirittura imposto di creare cimiteri di fortuna, di sospendere i funerali. Quindi vi confermo che la polizia locale sarà sempre impegnata ad evitare assembramenti in città. ma su mia disposizione riprenderà a controllare le autocertificazioni di chi si trova per strada o nelle piazze o nei giardini pubblici; e sanzionare quanti non stanno rispettando le prescrizioni vigenti”.

Le parole di Salvemini sono state condivise dal consigliere di minoranza Saverio Congedo, appena un anno addietro candidato del centrodestra: “In altre occasioni non ho condiviso il pensiero del Sindaco, per esempio quando esortava alla benevolenza verso gli ‘scellerati’ che nella fase più acuta dell’emergenza uscivano per ‘garantirsi un’ora d’aria’ o quando le sue parole sono suonate come un incoraggiamento a spostarsi nei comuni vicini per fare la spesa nelle grandi strutture. Questa volta, invece, sono d’accordo. La speranza di tutti noi è quella di tornare quanto prima alla nostra cara quotidianità che sarà possibile se il nostro comportamento sarà improntato alla responsabilità e al rispetto delle regole. In altre parole, proprio in questo momento in cui si intravede una flebile luce in fondo al tunnel, la parola ripartenza deve fare rima con prudenza".

Anche dal mondo imprenditoriale si invita un appello alla massima cautela. Alfredo Prete, presidente della Camera di Commercio e titolare di uno storico stabilimento balneare a San Cataldo: “Allora veramente non avete capito un amato piffero, la fase 2 non vuol dire liberi tutti, le indicazioni e le prescrizioni sono sempre valide. Fino a domenica scorsa abbiamo dimostrato grande responsabilità, da lunedì invece esattamente il contrario. Forse non avete compreso che se risalgono i contagi tutte le attività economiche saranno di nuovo chiuse, così se non moriremo di coronavirus moriremo di fame. Ci vuole responsabilità sociale”.

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Il sentore che qualcosa non stesse andando per il verso giusto si era avuto già ieri sera, con un monito del vice sindaco, Alessandro Delli Noci che aveva inserito sul suo profilo una foto: “Siamo stati tutti in casa per due mesi. L’ultimo decreto ci offre qualche possibilità in più, soprattutto per chi ha dei bambini. Ma chi ha dei bambini deve essere ancora più responsabile. Questa immagine del cantiere di Borgo San Nicola, la cui recinzione è stata divelta per poter passeggiare e per portarci i propri figli noncuranti del fatto che quel cantiere è ovviamente operativo e quindi pericoloso, pieno di chiodi e di materiale da lavoro, è un’immagine che mi rammarica profondamente. Abbiamo ripetuto che questa è la fase del buon senso, della prudenza e della responsabilità. Tutte qualità di cui è privo questo episodio. Ovviamente, siamo intervenuti attraverso la Polizia Municipale, perché atteggiamenti del genere non si possono tollerare. Per il bene di tutti”.

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