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L'ingresso dell'area del depuratore di Porto Cesareo

L'ingresso dell'area del depuratore di Porto Cesareo

Rete fognaria bloccata a Porto Cesareo, nuova richiesta di chiarimento al ministro

Il senatore salentino Buccarella ha posto una ulteriore interrogazione al reggente del ministero della Transizione ecologica, Cingolani, sulla problematica dell’attivazione del depuratore

PORTO CESAREO - Dopo una prima interrogazione parlamentare e il voto unanime espresso nell’ultimo consiglio comunale sulla spinosa questione del completamento della rete fognaria ed all’attivazione del nuovo impianto di depurazione di Porto Cesareo, del suo collettamento alla rete fognaria di Nardò, ed alla richiesta di deroga per lo scarico a mare delle acque reflue depurate, arriva un'altra sollecitazione al nuovo ministero dell’Ambiente.

L’iniziativa, con una ulteriore interrogazione posta all’attenzione del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, è stata messa in auge dal senatore salentino, Maurizio Buccarella, tesoriere del neo gruppo Europeisti-Maie Centro Democratico e già componente  della commissione permanente “Territorio, ambiente e beni ambientali”.

Ripercorrendo le tappe della annosa vicenda, e rammentando anche come le inadempienze nell’attuazione della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue da parte dell’Italia hanno provocato, tra l’altro, ad una procedura d'infrazione sin dal 2011 per l'assenza di un'adeguata rete fognaria anche nel comune di Porto Cesareo, il senatore Buccarella ha inteso smuovere le acque dopo la mobilitazione territoriale e istituzionale che sta interessando la questione negli ultimi mesi. 

“Dopo il completamento di un secondo depuratore, ed a distanza, oramai, di 42 anni dal primo progetto, Porto Cesareo si ritrova ad affrontare gli stessi problemi di mancata attivazione, questa volta da ricondurre alla mancata condivisione del recapito finale con il Comune di Nardo” evidenzia il parlamentare, “e il ministero dell’Ambiente, con nota del 7 agosto del 2020, ha espresso il proprio diniego alle deroghe richieste dalla Regione Puglia per la realizzazione del progetto di riuso delle acque depurate in agricoltura relativamente agli scarichi di Nardo-Porto Cesareo e Manduria-Sava, fermo restando uno scarico comune in battigia a soli fini emergenziali".

"Occorre fare ogni sforzo possibile per consentire, quanto prima, che la rete fognaria di Porto Cesareo sia regolarmente allacciata al depuratore” incalza Buccarella, “e che quest'ultimo entri in funzione con regolare autorizzazione, sia pur provvisoria, allo scarico, così avviando un percorso virtuoso che consenta di identificare Porto Cesareo non più come terra di abusivismo ed illegalità”.

Da qui le richieste in calce al corpo dell’interrogazione parlamentare rivolte al ministro Cingolani. “Si chiede di sapere” conclude Buccarella, “se il ministro sia a conoscenza della circostanza che tale situazione, lasciando Porto Cesareo, comunità che nel periodo estivo raggiunge le 200 mila presenze giornaliere, priva di una rete fognaria funzionante e tollerando, per contro, ancora nel 2021 il sistema degli autospurghi e delle fosse biologiche, stia arrecando gravissimi danni alla falda, al suolo ed al mare, nonché, in generale alla salute ed all’igiene pubblica. E quali azioni di competenza il ministro  intenda intraprendere nell’immediato, anche concedendo una autorizzazione provvisoria, a tutela della salute e dell’igiene pubblica, nonché per evitare l’apertura di ulteriori procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e della Regione Puglia”.

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