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Rete fognaria, sferzata da Unione Europea: “Opera prioritaria per evitare multe”

Il presidente della Commissione Europea, Von der Leyen, ha risposto alle sollecitazioni del Comune di Porto Cesareo e spronato Governo ed enti locali a sbloccare la questione depuratore

PORTO CESAREO - Il completamento della rete fognaria di Porto Cesareo, nel rispetto dei luoghi di straordinario valore ambientale e paesaggistico, è atteso da anni e non è più rimandabile. Anche perchè le sanzioni per le infrazione comunitarie sono sempre dietro l’angolo. Lo conferma anche il presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, tramite Ion Codescu, capo dell’unità attuazione Ambiente e sostegno agli Stati membri.

La comunità europea era stata direttamente interpellata dal Comune di Porto Cesareo che tramite una delibera del consiglio comunale, e le inziative territoriali guidate dal sindaco Silvia Tarantino e dall’assessore all’urbanistrica Eugenio Sambati, aveva sollecito un intervento decisivo per il completamento della rete fogfnaria e l’attivazione del depuratore con il relativo collettamento alla scarico delle rete fognaria di Nardò.

“L’Italia si ritrova a dover pagare delle multe importanti per l’infrazione comunitaria dovuta all’assenza di rete fognaria sul territorio di Porto Cesareo, e questo avverrà finché non avrà posto rimedio alle singole situazioni di non conformità con la direttiva sulle acque reflue” ha puntualizzato il presidente della Commissione Europea, in un passaggio della sua risposta, “sia chiaro che le soluzioni tecniche ed amministrative idonee a garantire il trattamento e lo scarico delle acque reflue sono competenza delle autorità nazionali e locali”.

Netta, perentoria e soprattutto senza appello, la posizione notificata a palazzo di città di via Cilea della presidente Von der Leyen. Ad interpellarla con una missiva indirizzata anche al presidente del consiglio Mario Draghi, al ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani e al governatore di Puglia, Michele Emiliano ed i vertici di Aqp ed autorità idrica pugliese, erano stati proprio il sindaco di Porto Cesareo e l’assessore all’Urbanistica, impegnati da mesi in quella che loro stessi hanno definito una “battaglia di civiltà” che ponga fine ad una questione ambientale lunga quasi mezzo secolo.   

La replica integrale di Von der Leyen

“Egregio sindaco, egregio assessore, la presidente Ursula von der Leyen mi ha incaricato di rispondere alla vostra lettera concernente il completamento della rete fognaria di Porto Cesareo” spiega Codescu, “abbiamo preso nota della delibera, in allegato alla vostra lettera, con cui il consiglio comunale ha deciso di appellarsi a varie istituzioni, compresa la Commissione, dando mandato al sindaco per interloquire con le stesse”.

Da qui la posizione della Ue. “Non possiamo che condividere l’auspicio che l’annosa vicenda possa finalmente trovare una soluzione rispettosa dei luoghi di straordinaria valenza ambientale e paesaggistica racchiusi nel territorio comunale di Porto Cesareo, fra cui l’area naturale marina protetta di Porto Cesareo e la riserva naturale orientata regionale Palude del Conte e Duna Costiera. Appare evidente come la tutela della salute pubblica e dei luoghi, che in parte ricadono in zona Sic e Zps” sottolinea il funzionario europeo, “mal si concilia con il mancato completamento di un’opera essenziale peraltro attesa da decenni”.

La vicenda come detto, è nota alla Commissione europea, che nel 2004 ha avviato la procedura di infrazione, comunicata di fatto nello stesso anno all’Italia per tutte le situazioni simili a quella di Porto Cesareo. Una procedura sfociata in una prima sentenza di condanna a cui ne ha fatto seguito una seconda, per mancata ottemperanza alla prima, con il risultato che l’Italia si ritrova a dover pagare delle multe, finchè non avrà posto rimedio alle singole situazioni di non conformità con la direttiva sulle acque reflue.

Poi, infine, l’invito e la risposta con le soluzioni di Codescu. “Le soluzioni tecniche ed amministrative idonee a garantire il trattamento e lo scarico delle acque reflue sono di esclusiva competenza delle autorità nazionali e locali. I servizi della Commissione auspicano però che la presa di posizione unanime del consiglio comunale possa favorire il superamento degli ostacoli finora frapposti al completamento dell’opera”.

Interrogazione di Soave Alemanno

Sul nodo del completamento della rete fognaria di Porto Cesareo una nuova interrogazione ai ministri della Transizione ecologica e delle Finanze, è stata posta dalla parlamentare neretina del Movimento 5 stelle, Maria Soave Alemanno.

“Purtroppo ancora oggi siamo costretti a ricorrere alle autobotti private per la raccolta dei reflui fognari, con tutto quello che ne consegue in termini di salute, igiene pubblica e di danno d’immagine per una delle località più belle e preziose del Salento” scrive la deputata salentina, “inoltre, forse non tutti sanno, che l’Italia si trova a pagare multe importanti, impartite dall’Ue, a causa del mancato rispetto della direttiva europea sulle acque reflue che ci impone di dotarci di una rete fognaria sul territorio di Porto Cesareo”.

“Già nel febbraio 2011, la Regione Puglia ha disposto la realizzazione della condotta sottomarina di Nardò, indispensabile per la messa in esercizio dell'impianto di depurazione degli agglomerati urbani di Nardò e Porto Cesareo. Dunque è tutto già finanziato, ma purtroppo questa condotta non è mai stata effettivamente realizzata. Dobbiamo tenere insieme la tutela della salute pubblica e dello straordinario paesaggio in cui abbiamo la fortuna di vivere” conclude la Alemanno, “e per farlo è necessario garantire il trattamento e lo scarico delle acque reflue. Eviteremo così ai cittadini anche il pagamento di salate multe, e daremo loro la certezza di vivere in un territorio sano e regolamentato sotto il profilo della rete fognaria”.


 

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