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Venerdì, 19 Agosto 2022
Una nota congiunta

Rete Fse, i sindacati rassegnati: “Un’altra estate non all’altezza ”

Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal fotografano una situazione di arretratezza della provincia leccese e la persistenza di fattori di criticità come la vetustà dei treni e lo stato dell'infrastruttura

LECCE – Il trasporto locale in provincia di Lecce arranca in una posizione di arretratezza anche rispetto a quello del resto della regione: lo denunciano i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal in una nota congiunta che denuncia un contesto sostanzialmente fermo nonostante l’ingresso, alcuni anni addietro, del gruppo Ferrovie dello Stato, che appena una decina di giorni addietro ha presentato il piano industriale, nella gestione diretta delle Ferrovie del Sud Est. 

La prima nota dolente è quella relativa ai treni: “Purtroppo lamentiamo ancora oggi un parco mezzi non all’altezza di un territorio a forte vocazione turistica come il nostro. Infatti il 70 percento circa dei treni utilizzati ha un’età media di 50 anni (modello Fiat Aln), con carrozze prive di comfort e alcune con aria condizionata non efficiente. Alla vetustà dei treni, va aggiunta anche una carenza cronica, dal punto di vista numerico, dei mezzi stessi, che sta determinando in questi giorni la soppressione continua di diverse corse da parte del servizio, con notevoli disagi causati all’utenza che se ne serviva”.

Il secondo punto riguarda l’infrastruttura di rete: “Il tanto annunciato adeguamento, che prevedeva l’elettrificazione e la messa in sicurezza della rete, al momento non vede la luce. Infatti, la tratta Lecce-Maglie è stata da tempo predisposta per l’elettrificazione, ma i lavori si sono interrotti: ora si rischia un deterioramento di quanto realizzato (poi si farà un nuovo appalto per ripristinare?). Anche sui tempi di realizzazione del sistema di sicurezza, che consentirebbe l’aumento della velocità dei treni, al momento non si ha alcuna certezza”.

I sindacati si rivolgono, però, anche alla classe dirigente: “Il Salento ha bisogno di una politica locale vigile su questi investimenti, necessari e funzionali al trasporto pubblico locale. I sindaci del territorio pretendano il rispetto dei programmi e dei tempi di realizzazione dell’ammodernamento, chiedano treni adeguati alle esigenze di chi vive nel Salento (che non va trattato come cittadino di serie B) e della vocazione turistica del territorio. Anche la Regione faccia fino in fondo il proprio dovere per colmare un gap antistorico, antieconomico e discriminante”.

La nota si conclude con l’auspicio che i finanziamenti legati al Pnrr possano consentire a Fse un’accelerata sui progetti, ma nell’attesa rimane una convinzione: “Anche quest’anno però, la stagione turistica è già arrivata e, come in passato, Fse non sarà nelle condizioni di offrire un servizio di trasporto all’altezza del nome che l’azienda porta”.

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