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Sabato, 22 Giugno 2024
Condotta in tre paesi

Ricerca sulla Sla: con un’origine etnica mista, minori possibilità di contrarla

Uno studio guidato dal professor Logroscino, direttore del Centro per le malattie neurodegenerative e l’invecchiamento dell’ospedale “G.Panico” di Tricase, è destinato a segnare un cambiamento fondamentale nelle terapie

TRICASE – Giancarlo Logroscino, direttore del Centro per le malattie neurodegenerative e l’invecchiamento dell’ospedale “G.Panico” di Tricase, ha coordinato uno studio internazionale sulla Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) che ogni anno colpisce in Puglia tra le 120 e le 130 persone (circa 1.800 in Italia).

I risultati, presentati alla fine dello scorso mese a Barcellona nell’ambito di “Encals”, la conferenza internazionale più importante in tema di Sla, hanno consentito di affermare che avere un’origine etnica mista diminuisce le possibilità di contrarre la malattia.

Lo studio - denominato “Laenals” e sviluppato in collaborazione con Orla Hardiman, full professor di Neurologia alla Trinity College University di Dublino - è stato condotto in Uruguay, Cile e Cuba ed è tra l’altro il primo che gli Stati Uniti hanno finanziato sull’isola dopo l’embargo. La scelta dei paesi è dovuta alla presenza in ciascuno di essi di varie etnie e alla capacità di diagnosi certa e in tempi brevi, anche per le fasce più deboli della popolazione.

È stato dimostrato che l’incidenza della Sla è più bassa nelle popolazioni con origine miste rispetto a quelle di ispanici e afroamericani, mentre l’incidenza più alta è stata riscontrata nei caucasici. Non è un caso se il paese in cui è emersa la maggiora incidenza sia stato l'Uruguay: in quel paese, infatti, l’85 percento degli abitanti è di origine europea.

“Questi studi – ha spiegato Logroscino, risultato quest'anno il primo neurologo d’Italia secondo sistema di valutazione statunitense della produttività scientifica dei singoli scienziati – segnano un cambiamento epocale nell’ambito delle malattie neurodegenerative. La crescente velocità con la quale si acquisiscono conoscenze sul genoma umano permette una conseguente rapida evoluzione delle terapie. Sebbene i casi di Sla di origine esclusivamente genetica siano solo tra il 2 e il 5 percento, lavorare sul genoma permette di individuare farmaci che agiscono direttamente sulla causa, quindi sulla produzione di proteine anomale, che viene bloccata, e riescono non solo a frenare il decorso della malattia, ma addirittura a invertirlo. Queste scoperte hanno poi influenze generali sullo studio della patologia e possono apportare miglioramenti anche alle terapie e agli ausili a disposizione di tutte le persone affette da Sla, indipendentemente dall’origine genetica o ambientale”.

È in fase embrionale un ulteriore studio osservazionale – sempre coordinato da Logroscino - sui geni che causano la Sla e sarà condotto In Cina, Mongolia ed Egitto. La sperimentazione dei farmaci generici è infatti una delle strategie della ricerca sulle malattie neurodegenerative: il centro specializzato dell’ospedale di Tricase è uno dei 30 al mondo in cui si sviluppa la sperimentazione di farmaci sulla demenza fronto-temporale, malattia che con la Sla condivide uno dei geni. Nell’ospedale salentino si sperimanta anche l’ultimo farmaco per la Sla approvato dalla Fda, l’agenzia del farmaco statunitense.

Logroscino è anche responsabile scientifico per la sezione neuroscienze del progetto “Tecnomed”, uno dei più importanti investimenti di Regione Puglia e Cnr per sviluppare la ricerca e migliorare prevenzione, diagnosi e terapie nel settore della medicina di precisione con approcci basati sulle nanotecnologie.

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