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Il busto in gesso trasportato al Must di Lecce

Il busto in gesso trasportato al Must di Lecce

Riconsegnato il busto realizzato da Bortone. Era stato trafugato tre anni fa

La scultura in gesso raffigurante il pittore fiorentino Stefano Ussi sarà restaurata ed esposta al Must. Recuperata dalla polizia locale dopo il furto nel 2017 nell’istituto Margherita

LECCE - Il patrimonio culturale e artistico leccese riacquista un pezzo importante, il busto in gesso raffigurante il pittore fiorentino Stefano Ussi e realizzato dallo scultore Antonio Bortone, che era stato trafugato oltre tre anni addietro dai locali dall’ex Istituto Margherita. Fortunatamente l’opera era stata recuperata, a fine del 2019, con un intervento della polizia locale che aveva portato anche alla denuncia per ricettazione di un rivenditore leccese.

Il manufatto era finito ovviamente sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, ma ora, terminate le procedure, già da ieri mattina è tornato nella disponibilità della comunità cittadina. L’opera è stata infatti consegnata presso il Museo Storico della Città di Lecce (Must).  

“Ringrazio il comandante della polizia locale e gli agenti che si sono occupati di questa operazione, conclusasi nel migliore dei modi” commenta il vicesindaco Sergio Signore, “essere riusciti a riconsegnare alla città quest’opera, importante componente del patrimonio artistico del Comune e dunque di tutti i cittadini, merita un plauso particolare”.

Dopo il furto compiuto nel 2017 nell’istituto Margherita, le indagini della sezione di polizia giudiziaria della polizia locale, hanno appurato che l’opera, un busto in gesso realizzato da Bortone e come detto raffigurante il pittore fiorentino Stefano Ussi, era ricomparsa su una bancarella antiquaria di un mercatino in provincia, dove era stata acquistata per la somma di 50 euro, senza titolo di vendita, da un cittadino leccese.  

Al momento del ritrovamento si trovava invece esposta in una vetrina del quartiere Leuca, dove è stata notata e riconosciuta da una dipendente dell’ufficio Cultura del Comune, che l’ha prontamente segnalata al comando dei vigili. Da qui l’operazione che ha portato all’autenticazione e al recupero. Dopo l’attestazione dell’originalità, l’opera è presente nel catalogo “Arte in Comune”, a cura di Carmelo Cipriani, il manufatto è stato sequestrato e ora restituito ai luoghi di cultura cittadini.

“È una brutta storia che si conclude con un lieto fine” dice in merito l’assessore alla Cultura, Fabiana Cicirillo, “valuteremo insieme alla dirigente la necessità di sottoporre l’opera a restauro conservativo. Ringrazio a nome di tutti noi la dipendente dell’ufficio Cultura la cui prontezza e conoscenza approfondita del patrimonio artistico del Comune ha consentito il recupero dell’opera. Il suo è un esempio di generosa dedizione alla causa dell’interesse pubblico e della tutela del patrimonio artistico. Ringrazio anche la polizia locale per l’efficiente lavoro di indagine e recupero di questo bene artistico che appartiene a tutta la città”.

La scultura rappresenta un bene di indubbio valore per l’amministrazione comunale, e troverà opportuna collocazione. Altre opere di Bortone, vissuto tra il 1844 e il 1938, sono anche la statua di Fanfulla, che si trova oggi in piazzetta Raimondello Orsini, e la statua di Sigismondo Castromediano, collocata al centro dell’omonima piazza.

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