Rifiuti organici di quattro Aro nell’impianto di Galatone. Filoni alza le barricate

La disposizione dell’Ager per il conferimento della frazione organica nel sito di trasferenza sulla provinciale per Galatina è stata contestata dal sindaco. Riunione con i colleghi dell’Aro 6. “Basta considerare il nostro territorio una pattumiera”. Anche Amante contrario

Il sindaco Flavio Filoni

GALATONE - L’agenzia regionale per le gestione del servizio dei rifiuti ha disposto, in via d’urgenza, che per tutto il periodo estivo la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, raccolta nei comuni degli Aro 6, 7, 8 e 11, venga temporaneamente conferita nel sito di trasferenza che insiste nel comune di Galatone. Un provvedimento già in vigore dall’inizio di questa settimana (e valido sino alla fine di settembre) sul quale l’amministrazione comunale galatea, guidata dal sindaco Flavio Filoni, ha già innalzato le barricate, inviando una nota di dissenso motivato al direttore generale dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, agli uffici della Provincia e al presidente della Regione, Michele Emiliano, e chiedendo la revoca del provvedimento. Il tutto tenendo anche conto che già dal novembre del 2017 il consiglio comunale di Galatone ha approvato una sorta di moratoria ambientale ponendo la volontà di frenare qualsivoglia attivazione di nuovi impianti o discariche sul territorio comunale.                    

Secondo la nuova disposizione dell’agenzia regionale i rifiuti organici raccolti nei comuni dei quattro ambiti di raccolta ottimale indicati dal provvedimento (Galatone fa parte dell’Aro 6 di cui è capofila Nardò) devono dunque essere conferiti, sino al 28 settembre, nell’impianto di trasferenza (messa a riserva e deposito preliminare) che si trova lungo la provinciale tra Galatone e Galatina e gestito dalla Cave Marra Ecologia. Un impianto che già in sede autorizzativa da parte della Provincia aveva ottenuto il via libera a condizione di attenersi ad alcune prescrizioni per la tutela ambientale e della salute pubblica e che ora, con l’incremento dei quantitativi di rifiuti “forsu” (frazione organica del rifiuto solido urbano) rivenienti da ben quattro Aro per complessivi 45 comuni, potrebbero non essere fisiologicamente rispettate, con potenziali rischi che la comunità galatea non intende correre. “Il nostro territorio non può essere considerato una pattumiera” lamenta il sindaco Flavio Filoni che ha preso la situazione di petto e subito inoltrato le sue rimostranze agli enti interessati.

“Appena venuti a conoscenza della comunicazione del 3 giugno scorso” spiega nel dettaglio il primo cittadino, “abbiamo immediatamente contattato il direttore generale dell’Ager, il dottor Grandaliano e spiegato, prima verbalmente e poi con una nota le motivazioni per cui non intendiamo ricevere una quantità abnorme di rifiuto forsu, chiedendo tra l'altro un incontro immmediato per manifestare il nostro dissenso a questo provvedimento  e per difendere il nostro territorio.  Inoltre” prosegue il sindaco, “abbiamo rappresentato che la trasferenza al sito di Galatone di rifiuto umido-organico appartenente a ben quattro Aro determinerebbe anche un problema di sicurezza e di viabilità soprattutto in considerazione del fatto che il sito di trasferenza si trova sulla strada provinciale Galatone-Galatina, strada ad alta intensità veicolare e che purtroppo è stata già scenario di incidenti anche mortali. La tutela dall'ambiente e la sicurezza dei cittadini sono valori a cui ispiriamo quotidianamente  la nostra azione politica e amministrativa” conclude Filoni, “e anche in questa situazione faremo di tutto, come sempre, per difenderli”.

Questa mattina inoltre il primo cittadino di Galatone ha convocato presso l’aula consiliare una riunione dei sindaci dell’Aro 6 nella quale sono intervenuti personalmente, o a mezzo di un proprio rappresentante, i Comuni di Tuglie, Alezio, Sannicola, Collepasso, Aradeo, Neviano, Nardò e Seclì. Anche i rappresentanti di queste comunità hanno stigmatizzato la disposizione dell’Ager ed è stata perciò chiesta la revoca del provvedimento adottato, con identificazione di un altro sito di conferimento per le altre Aro. Inoltre è stata diramata la notizia che l’impianto di conferimento sarà nuovamente spostato dall’Agenzia, questa volta a Rende, in Calabria, con conseguente nuovo aumento dei costi di trasporto e conferimento. E anche su questa decisione si sono levati i dissensi dei rappresentanti dei Comuni dell’ambito. Nella riunione si è deciso inoltre di chiedere la convocazione immediata dell’assemblea dell’Aro6 per l’identificazione di un’area apposita per l’insediamento di un impianto di compostaggio a servizio dei comuni  e la revoca del commissariamento dello stesso Aro. Si è chiesto anche che tutti i costi aggiuntivi di trasporto e conferimento, lievitati sino a 170 euro a tonnellata, vengano assunti e posti a carico della Regione, per impedire l’aumento delle tariffe per i cittadini, e che lo stesso ente regionale e l’Ager procedano ad una seria programmazione degli interventi.

Una posizione quella assunta dall’amministrazione di Galatone subito condivisa anche dal Pd di Galatone e dal segretario cittadino, Cosimo Vetere. “Il nostro territorio ha già pagato in passato un prezzo altissimo per quanto riguarda la questione rifiuti e siamo pronti a dare pieno sostegno all'amministrazione comunale per la difesa del nostro territorio e della nostra salute” dice Vetere, “siamo pronti a fare le barricate per dire no a questa imposizione da parte dell'Ager. Faccio inoltre un appello alle altre forze politiche cittadine, alle associazioni tutte ed a tutti i cittadini affinché si uniscano a questa battaglia”.

Contrario anche il sindaco di Galatina

Anche se la disposizione dell’Agenzia regionale dei rifiuti può essere dettata da una situazione di emergenza non può essere considerata una scelta condivisa nemmeno dal sindaco di Galatina, Marcello Amante. “Si tratta di una scelta irrazionale, come può l’Ager pensare di far confluire i rifiuti organici degli Aro 6,7,8 e 11 della provincia nel sito di stoccaggio e trasferenza situato tra Galatone e Galatina?” si chiede il primo cittadino di Galatina, “è una soluzione insostenibile per il territorio interessato e in particolare per le comunità di Galatina e Galatone, sia per la localizzazione dell’impianto molto vicino all’abitato e a numerose attività di ricezione turistica, che per la viabilità inadeguata e pericolosa, già oggi teatro di frequenti e gravi incidenti. Per questo, ponendomi al fianco del collega sindaco Filoni, esprimerò formalmente e fattivamente, in ogni sede o modo, la mia contrarietà a questa soluzione. Da primo cittadino agirò  a tutela della sicurezza della comunità galatinese, a salvaguardia dell’ambiente e della salute degli abitanti il territorio”

Il sindaco Amante  ha manifestato altrettanta contrarietà anche per le soluzioni che Ager sembra prospettare e che porterebbero i rifiuti da frazione organica del Salento, per essere smaltiti, al nord Italia o in altre regioni del sud, con un aggravio dei costi. “Alla fine a pagare il prezzo più salato saranno i cittadini, ma anche i sindaci che, come sempre, saranno additati come coloro che aumentano i tributi” ammonisce Amante, “da componente dell’Anci Puglia mi farò portatore di un’istanza affinché, se a tali soluzioni si arriverà, il governo regionale individui una soluzione utile a evitare che i costi di questa emergenza prevedibile non gravino sui Comuni e sui cittadini”

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