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Un'immagine simbolo: preparativi per tenere le distanze sulle spiagge.

Un'immagine simbolo: preparativi per tenere le distanze sulle spiagge.

“Ripartiremo, ma zoppicando”: alberghi pronti per la stagione nonostante i divieti

De Santis, Federalberghi: "Finora le disdette sono state dell'80 percento e rimane l'incognita dei turisti stranieri e di quelli del Nord Italia. Gli imprenditori hanno esaurito le risorse"

LECCE – Accantonati i duri mesi del lockdown, il turismo ora è pronto a ripartire. La stagione balneare è alle porte, sebbene ingabbiata nelle nuove regole di stanziamento sociale per contenere i contagi da Covid-19.

Tra mascherine, schermi di plexiglas sui tavoli e alle casse dei ristoranti e ombrelloni distanti 5 metri, che estate ci attende? E il comparto salentino reggerà l'onda d'urto della pandemia? Ne abbiamo discusso con Raffaele De Santis, il presidente Federalberghi Lecce che ha fatto il punto della situazione, senza nascondere le proprie preoccupazioni per le pesanti ricadute economiche sulle tasche degli imprenditori.

Il governo ha previsto misure stringenti, e molto dettagliate, per la ripresa delle attività economiche e produttive in una misura compatibile con la tutela della salute pubblica. Come valutate queste prescrizioni?

“Tutte le misure vanno rispettate scrupolosamente, in particolare per ciò che riguarda la sanificazione degli ambienti, il mantenimento delle distanze interpersonali e tra i tavoli nei ristoranti. Nelle spiagge non bisognerà superare i 10 metri quadri per ombrellone e tutti, personale e ospiti delle strutture ricettive, sono tenuti ad indossare la mascherina di protezione. Stiamo cercando di attrezzarci per garantire il rispetto di queste regole necessarie”.

Le nuove norme vi hanno creato qualche problema?

“Abbiamo incontrato difficoltà organizzative anche perché abbiamo atteso molto tempo prima di capire come muoverci. Adesso che sono pronti i regolamenti, alla luce del decreto del presidente del Consiglio dei ministri, abbiamo poco tempo per attrezzarci. Per fortuna molti albergatori hanno giocato d'anticipo, seguendo le indicazioni di Federalberghi. Il riferimento dell'associazione è stato il protocollo sulla sicurezza del 24 aprile, sottoscritto da Federalberghi, Assindustria Turismo, Assoter in collaborazione con l'università di Bologna e la Croce Rossa italiana. Il protocollo è stato inviato al governo che non l'ha recepito in pieno: come sempre, le richieste degli imprenditori rimangono in buona parte disattese”.  

Siete soddisfatti di quest'accordo finale?

“Assolutamente no, perché per la parte che riguarda la sicurezza va rispettata nell'interesse di tutti, ma il resto ci complica la vita. E non poco”.

Avete già ricevuto le prime prenotazioni?

“Nei due mesi di lockdown ci sono state solo disdette e prenotazioni bloccate, adesso stiamo ripartendo lentamente con le richieste. Noi abbiamo perso tutto il traffico con gli stranieri, e quei pochi intenzionati a trascorre le vacanze estive nel Salento sono bloccati dall'incognita dei voli internazionali. Le prenotazioni dall'estero  rischiano quindi di saltare se non ci saranno i collegamenti, e questa è l'altra beffa. In generale i turisti provengono dalla nostra regione, perché la Puglia salva la Puglia, e poi dalle altre zone del Centro Italia. Tutte le prenotazioni del Nord sono, invece, in stand by: non sappiamo come si organizzeranno quelle regioni che hanno un rischio di contagio molto alto, come il Piemonte, la Lombardia, l'Emilia Romagna o il Veneto. Se tutto andrà bene, i cittadini del Nord saranno nostri graditi ospiti anche perché è in quelle regioni che gira l'economia”.

A quanto ammonta la perdita di fatturato stimata sinora?

“Noi abbiamo avuto circa l'80 percento di disdette e le altre sono ancora sospese perché non sappiamo chi e come si potrà muovere dopo il 3 giugno. Ovviamente rimborseremo le prenotazioni saltate per cause di forza maggiore, perché siamo operatori seri. La perdita ad oggi sfiora il 90 percento: molti alberghi non hanno chiuso, ma gli unici arrivi sono stati quelli dei medici e degli infermieri che hanno soggiornato nel Salento”.

Siete preoccupati per le ricadute della pandemia sul comparto turistico?

“Siamo preoccupatissimi: ripartiremo, ma zoppicando. Finora abbiamo sostenuto solo spese con incassi azzerati; abbiamo esaurito le risorse aziendali e addirittura quelle personali degli imprenditori che hanno finanziato le aziende di tasca propria, pur continuare a pagare il personale. Ricordiamo, infatti, molte strutture ricettive non hanno mai chiuso i battenti e la cassa integrazione non è stata richiesta per tutti i dipendenti. Gli imprenditori volevano infatti prepararsi ad affrontare la stagione balneare e hanno assunto il personale stagionale che pesa per il 90 percento, sebbene non vi fossero entrate. Ci auguriamo che la situazione possa migliorare nei prossimi 15 giorni”.

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