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In foto: la protesta davanti Palazzo Carafa

In foto: la protesta davanti Palazzo Carafa

"Le risorse ci sono, le stabilizzazioni no": il paradosso della vertenza dell'Ambito

I sindacati stigmatizzano la situazione: "Occorre fare in fretta perché c'è tempo fino al 28 febbraio per ottenere le risorse ministeriali ad hoc". Dopo le proroghe ora si lotta per i contratti a tempo indeterminato

LECCE – Le risorse sono disponibili e il personale che lavora nell’Ambito territoriale sociale di Lecce (educatrici, assistenti sociali e mediatori) può legittimamente aspirare a ottenere un contratto a tempo indeterminato.

È questa la posizione dei segretari di Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil che ieri, insieme alle lavoratrici, hanno animato due sit – in, prima sotto la sede di Palazzo Carafa e poi sotto la prefettura, per avere lumi sulla vertenza e chiedere di essere parte attiva nel processo di soluzione del problema. E domani torneranno a farsi sentire in via XXV Luglio, in occasione di una giornata di sciopero.

Il paradosso, come ha evidenziato Antonio Tarantino della Fpl Uil, è che “pur essendo disponibili delle risorse ministeriali ad hoc, una parte delle lavoratrici rischia di dover tornare a casa”. E la preoccupazione è rivolta non solo al mantenimento dei livelli occupazionali, ma anche alla prosecuzione di servizi essenziali per la comunità.

“La vertenza è cominciata ad ottobre, alla soglia della scadenza di alcuni contratti che potevano essere automaticamente rinnovati. Ma nel 2021 il problema si è riproposto perché, nel giro di qualche settimana, cesseranno anche i contratti della restante parte del personale impiegato nell’Ambito – ha proseguito Tarantino -. Noi abbiamo chiesto di mettere in sicurezza tutti i posti di lavoro ricorrendo alle proroghe. In più riteniamo opportuno sederci intorno a un tavolo perché l’idea è quella di stabilizzare i dipendenti all’interno di un Consorzio, ma oggi possiamo sfruttare le opportunità dell’ultima legge di Bilancio che autorizza nuove assunzioni negli enti. Al momento non accettiamo l’ipotesi del consorzio e in più bisogna fare in fretta perché, entro il 28 febbraio, bisognerà chiedere al ministero le risorse necessarie”.

Nella giornata di ieri 16 febbraio, aggiunge Fiorella Fischetti di Fp Cgil, le organizzazioni sindacali sono state ricevute dall’assessore al Welfare, Silvia Miglietta: “Insieme a lei abbiamo fatto il punto della situazione visto che dal 19 gennaio non avevamo notizie circa gli sviluppi del percorso”.

Anche l’esponente di Cgil ha sottolineato l’importanza della scadenza del 28 febbraio, “essenziale perché l’Ambito possa mettere da parte le risorse previste nella legge di Bilancio per dare concretezza alle stabilizzazioni”. Rimangono, infatti, appena 11 giorni di tempo per presentare un piano occupazionale e ottenere l’accesso ai fondi ministeriali.

L’assessore ha riportato gli esiti degli ultimi due incontri del tavolo tecnico, convocato in Regione, ed ha aperto spiragli riguardo probabile accordo tra le parti.

“Siamo ancora preoccupati, però, riguardo alla possibilità di raggiungere un’intesa tra il Comune di Lecce (capofila) e gli altri Comuni dell’Ambito: per notizie in merito dobbiamo attendere gli esiti della riunione che si terrà oggi pomeriggio.  Non possiamo peraltro tollerare ritardi anche nella delibera del piano di previsione e per queste ragioni confermiamo lo sciopero di domani”, ha concluso Fischetti.

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