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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità Nardò / Via Pietro Micca

Più spazio per pedoni e disabili, il dehors deve essere ridimensionato

Il ristorante Le Terrazze di Santa Caterina si era opposto al Tar rispetto al Comune di Nardò, che aveva rivisto la precedente decisione, basandosi sul codice della strada, ma non l'ha spuntata

NARDO’ – Il dehors? Destinato a ridimensionarsi. Per far passare i pedoni. Come impone il codice della strada e come affermato anche dal Tribunale amministrativo di Lecce, che ha accolto le tesi dell’avvocato Paolo Gaballo per conto del Comune di Nardò. 

La vicenda, che riguarda la società M2c Food & Service Srl, titolare del ristorante Le Terrazze di Santa Caterina, in via Pietro Micca, è piuttosto particolare. In prima istanza, infatti – correva l’anno 2020 –, l’ok all’installazione permanentemente di un tratto di strada pubblica di una pedana di legno, con sovrastante dehors di 36 metri quadri e a distanza di un solo metro dalla parete del ristorante, era arrivato proprio dal Comune di Nardo, dopo richiesta presentata allo Sportello unico delle attività produttive. 

Insomma, cos’è accaduto? L’anno successivo, la giunta comunale ha rivisto tutta la situazione, dopo aver preso atto delle problematiche che la struttura aveva creato al transito dei pedoni. Così, ha pensato bene di rimodulare l’area pubblica suscettibile di occupazione da parte del ristorante, riducendola a 24 metri quadri, prescrivendo il distanziamento di due metri del dehors dalla parete del ristorante. Questo, appunto, per consentire, nel rispetto del codice della strada, un adeguato passaggio dei pedoni dal marciapiede di via Micca che costeggia il ristorante. Così, è arrivata determinazione per intimare alla società di adeguare la struttura esterna alle nuove disposizioni.

La società, però, non ha inteso farlo, impugnando la decisione al Tar di Lecce. A suo dire, era pregiudizievole e illegittima sotto vari profili. L’amministrazione comunale, dal canto suo, tramite il legale, ha difeso il provvedimento, sostenendo che la struttura non fosse riproponibile come fatto in precedenza, proprio perché in contrasto al codice della strada. Di fatto, si creava un corridoio attraversabile dai pedoni solo a senso unico alternato, soprattutto se impegnato da soggetti diversamente abili. E si sta parlando di uno dei tratti più trafficati della marina neretina, che rappresenta la via d’uscita dall’abitato in cui si convoglia il traffico veicolare proveniente dal lungomare.

Questa mattina, dunque, sul caso si è espressa la prima sezione del Tar di Lecce (presidente Ettore Manca, estensore Silvio Giancaspro), che ha rigettato l’azione del ristorante, ritenendo legittimi i provvedimenti assunti dalla giunta e dagli uffici comunali. “È di solare evidenza – di legge in un passaggio della sentenza - che un corridoio tra il fabbricato e il dehor largo soltanto un metro costituisce un ostacolo, non altrimenti ovviabile, per il transito delle persone con disabilità, la qual cosa senza meno giustifica l’esercizio del potere” posto in essere dal Comune di Nardò, “che pertanto merita di essere confermato”.

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